LETTERA DA UNA IRREALTA’ REALE

LETTERA DA UNA IRREALTA’ REALE

Mamma non mi buttare via, non sono una cosa vecchia.
Ti prego fammi udire ancora la tua voce, fammi vedere il tuo volto, fammi sprofondare nel tuo abbraccio.
Sono piccino, dammi la possibilità di essere il tuo bambino.
Mamma ti sto chiamando …
Il tuo cuore non sente che piango?
Non voglio morire!
Ho diritto di vivere anch’io: di correre; di parlare; di giocare ; di cadere e sbucciarmi le ginocchia; di piangere per essere coccolato; di crescere; di… ESSERE!
Mamma non lo fare!
Mamma, mammina mia sono vivo dentro di te.
Sono piccino, piccino, ma ho nel mio cuoricino un amore grande , grande tutto per te!
Mamma, comunque vada, sarò per sempre il tuo bambino e resterò in fondo al tuo cuore a vegliare su di te.

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8 commenti su “LETTERA DA UNA IRREALTA’ REALE

  1. Non giudico gli altri , prego per chi decide questa atroce scelta e non per considerazioni dettate da una visione religiosa , ma penso al dolore di quelle donne e poi dice un vecchio detto: ” meglio il peggiore parto che un aborto” . E poi penso a quei mozzichini di vita ai quali hanno tolto la possibilità di essere.

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  2. E’ una poesia forte nel suo significato, e nello stesso tempo è anche un messaggio accorato per la salvaguardia del diritto alla vita, specie per chi non ha i mezzi per difendersi da solo.
    Brava Tonina non posso che essere d’accordo con quanto scrivi.
    Un saluto, Luigi

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