Arrivederci Antonella

 

piuma

Ho tentato di scrivere qualcosa per salutarti , ma le parole finivano per prendersi a spintoni  creando frasi senza fine. Allora ho iniziato a rileggere i nostri messaggi . Un anno di parole , frasi di speranze, muri invalicabili che si ergevano dal nulla ostacolando il tuo cammino. Mi sono persa nei mille perché che mi ponevi ai quali non avevo risposta se non una grande rabbia per il destino beffardo che ti stava portando via. Dicono che non si deve piangere, quando chi vogliamo bene torna nella casa del Padre. Anzi si deve gioire di aver condiviso un tratto di cammino con chi è stato prescelto dal cielo. Facile dirlo difficile è farlo. Sì tu sei una prescelta dal cielo , un angelo nella tua semplicità, riservatezza, dolcezza, disponibilità per non parlare della tua grande umiltà e il grande amore che hai donato ai bambini.

Il cielo sa chi deve accogliere con suoni di tromba trionfali.

Lassù è luce, splendore e armonia.

Qui dolore lancinante, desolazione, vuoto nei cuori.

Noi abbiamo pregato , ma non è bastato a farti rimanere in questo mondo.

Ora,Antonella, prega tu per i tuoi cari affinchè la rassegnazione entri nei loro cuori .

Arrivederci piccola .

Annunci

Un racconto dei Birba: “Accidenti alla pallina “rimbalzina” !

Accidenti alla pallina rimbalzina di Pierluigi

Nicola è  invidioso del suo cane, ma  perché?  Diablo  non fa i compiti, non deve lavarsi  i denti, non si alza presto la mattina , non si prepara la cartella, non porta fuori l’immondizia, ma soprattutto NON VA SCUOLA!  È il cucciolo di casa , tutti lo amano, lo coccolano, lo portano a spasso , tranne Nicola. Invece Diablo  regalerebbe  un osso pur di seguirlo la mattina quando sparisce con quel fagotto sulle spalle , è sempre triste e nervoso.

  • Hai finito di fare i compiti?- chiede la mamma dalla cucina.
  • Sì – risponde seccato Nicola.
  • Io devo andare dalla sarta , mi raccomando stai buono con Diablo non fate guai. Nicola mi raccomando non andare nel laboratorio di papà, l’ultima volta hai fatto scoppiare un incendio. Sono stata chiara?- strilla mentre esce.
  • Ecco lo sapevo devo fare da balia al “pulcioso”- brontola il bambino.

Appena la mamma esce Nicola corre giù per le scale e apre la porta del laboratorio. Diablo lo segue con la sua pallina “rimbalzina”  tra i denti. Il piccolo cerca di richiudere la porta , ma è troppo tardi il “ pulcioso” è dentro. Abbaia e fa cadere la pallina “ rimbalzina”. Oh no! La pallina inizia a saltare di qua e di là. Nicola la insegue, inseguito a sua volta da Diablo. Il cane è felice di giocare con il suo padroncino,  urta la pallina  con la zampa  e  la fa finire sul pulsante rosso del raggio laser!

  • No! Ora cosa accadrà?- pensa

Nella stanza si sente un rumore simile al decollo di un aereo, passa un secondo e dal tubo esce un raggio che rimbalza da uno specchio all’altro. Nel laboratorio, purtroppo, ci sono molti specchi per gli esperimenti . Il raggio è sempre più infuocato Nicola cerca di evitarlo, ma si scontra con Diablo ed entrambi vengono avvolti dalla sua luce accecante. Svengono e al loro risveglio non ricordano nulla. Il bambino si guarda intorno ed esce velocemente dal laboratorio spingendo Diablo, ricordando le parole della mamma.

  • Come siamo finiti nel laboratorio di papà?- domanda al suo cane che incurante va verso la ciotola dell’acqua.
  • Anch’io ho tanta sete – beve due bicchieri d’acqua, ma si sente ancora accaldato, chissà perché.

Rientrano tutti, cenano e dopo un po’ a  Nicola ordinano di andare a letto. -Uffa io devo andare a letto presto! Mentre il “pulcioso” sta sul divano tra mamma e papà- pensa infuriato. – Lavati i denti – gli ricorda la mamma – Poi passo a darti il bacio della buonanotte. Alla mattina Nicola si prepara per andare a scuola, prende la cartella, saluta la mamma, fa finta di tirare un calcio a Diablo  – Ciao “pulcioso”!-  e gli fa le boccacce. Lungo la strada incontra Luca, il suo compagno di banco, lo saluta saltandogli sopra e leccandogli la faccia. Luca seccato gli grida:- Che schifo? Nicola lo guarda , sbuffa e alza la gamba vicino all’albero, ma viene interrotto dalle urla di Luca:- Nicola, che fai tu non sei un cane! Spaventato dal compagno corre verso la scuola. Quando la maestra fa l’appello lui risponde, invece del classico “Presente” :- BAU! BAU! I compagni ridono a crepa pelle. Dopo la ricreazione vanno in palestra . Luca tira la palla che finisce in fondo alla stanza e Nicola va per prenderla, ma invece di usare le mani si mette a quattro zampe e dà un colpo con il naso. Tutti ridono,  la maestra impreca :- Nicola! Preoccupata  manda a chiamare la madre per raccontarle il comportamento strano del figlio. Nicola torna a casa con la mamma. In macchina lei gli fa il terzo grado:- Cosa ti sta succedendo? Perché  ti comporti stranamente? Ma ti senti bene ? Hai la febbre? Hai mal di pancia?Ti gira la testa? Dai dillo a mamma. Stasera chiamo la pediatra. A pranzo la mamma chiama tutti :- Venite è pronto. Nicola invece di sedersi a tavola corre verso la ciotola. Mentre Diablo salta sulla sedia , appoggia le zampe sul tavolo e inizia a mangiare la pastasciutta . Marta, la sorella di Nicola,vedendo la scena sbraita :-  Mamma vieni! Diablo sta mangiando la pasta di Nico! E Nico sta mangiando i croccantini di Diablo| Inizia il fuggi fuggi generale! Diablo e Nicola spaventati dalle urla di Marta e della mamma scappano verso la cameretta e si lanciano sotto il lettino. Sbattono la testa una contro l’altra e all’improvviso si sentono una scossa per tutto il corpo, poi un fischio nelle orecchie e dopo tutto intorno a loro diventa luccicante.

  • Dove siete finiti? – continua a ripetere la sorellona.
  • Nicola esci. Diablo vieni fuori. Appena lo prendo lo sbatto subito fuori – sentenzia la mamma.
  • Dai non ha fatto nulla di male – cerca di calmare gli animi il papà, mentre mangia.
  • Oggi, quel cane se ne va fuori senza mangiare,  l’ha fatta grossa- controbatte la signora stizzita.

Intanto sotto il letto i due si abbracciano e di nuovo hanno la scarica elettrica . Si allontanano ed escono dal loro nascondiglio. Nicola guarda verso l’alto , Marta è altissima.

  • Mamma vieni li ho trovati- la sua voce è da strega.

Il piccolo guarda la sorella :- Marta è cresciuta troppo oggi – pensa. Tenta di parlare , ma gli esce solo :- Bau ! Bau!- sorpreso guarda le sue mani , dove sono? Ha le zampe ! Corre verso lo specchio del corridoio e l’immagine riflessa lo terrorizza. Si è trasformato in Diablo! Salta , abbaia, vuole far capire ai suoi genitori che non è il cane. Spicca salti da un mobile all’altro , scivola sul tappeto e  la televisione finisce a terra. Prende la rincorsa e va contro il vaso di zia Carla che finisce in mille pezzi. Marta cerca di prenderlo , ma lui la evita . Oh no! Anche papà e la mamma lo inseguono , allora non hanno capito nulla . Con la coda dell’occhio vede Diablo comodamente seduto a tavola che mangia la sua pastasciutta . Azzanna i suoi pantaloni e ringhia , sì avete capito bene: Diablo è diventato Nicola e gli ride in faccia!  Il papà lo blocca e lo mette fuori dalla porta :- Ora vai a cuccia monello. Nicola piange , graffia con le unghie la porta , abbaia , ma nessuno lo aiuta. Stanco si accuccia sullo zerbino e piange :- Voglio la mia mamma! Voglio andare nel mio letto, io sono un bambino non sono un cane . Perché nessuno lo capisce. Voglio tornare a scuola! Farò i compiti , sarò buono , ascolterò la mamma . Giuro non farò più dispetti a Marta e non entrerò più nel laboratorio di papà  – piange a dirotto . Scende la sera e sente troppo freddo, ormai non è più estate,  decide di rifugiarsi nella cuccia di Diablo e da lì vede spegnersi le luci dentro casa. Tutti dormono. – Che rabbia io sono qui in questa cuccia puzzolente e Diablo è nel mio lettino morbidoso non è giusto. Io sono Nicola, ma come sono diventato Diablo , accidenti? – inizia a ricordare – Ho capito è colpa del raggio laser . Domani devo cercare di farlo sapere a papà, solo lui mi può aiutare.-stremato si addormenta. All’alba si sente soffocare , apre gli occhi , è tutto pigiato nella cuccia . Riesce a uscire, le gambe gli fanno male, le mani sono addormentate . Le mani? Guarda le mani , guarda i piedi , ma non è più un cane! Corre alla porta e bussa con i pugni :- Mamma ! Papà! Marta aprite! Sono io Nicola , non sono più un cane! È finito l’effetto del raggio laser ! Aprite! Nella casa tutti si svegliano e vanno alla porta . Nicola racconta tutto quello che gli accaduto . Dopo  vanno nella cameretta e trovano Diablo raggomitolato nel letto che dorme beato. Nicola non lo sveglia , lo accarezza :- Ehi amico non ti tratterò più male e quando farà freddo dormirai qui con me, perché ora so quanto fa freddo fuori.   Nicola per colpa di una palla “rimbalzina”  vive per un po’ nel corpo del suo cane, Diablo. L’esperienza gli fa apprezzare la vita quotidiana dell’essere un bambino con tutti gli impegni annessi, compreso andare a scuola. Inoltre  l’esser stato un cane gli permette di vedere Diablo con occhi diversi . Accidenti che può fare una pallina rimbalzando qua e là!

Ciao Luna …

Luna

la dolcezza personificata

la dolcezza personificata

 

Manto ebano

occhi languidi

pronti a elemosinare  carezze

in cambio di scodinzolanti danze di coda.

Amore puro

senza logici archibugi mentali.

Uno squillo era

esplosione di gioia,

un trotterellare ubriaco sul pianerottolo,

un saltellare stentato

per ricevere mille carezze.

Quanto amore dato e ricevuto.

Ricordi erranti vagano

alla ricerca di momenti

dimenticati tra le pieghe del tempo.

Ora solo foto

 attimi di gioia  impressi per sempre

come per sempre resterai nel cuore di chi

ti ha amato.

L’amicizia quella vera che non invecchia e risplende negli occhi

Un’amicizia sincera , nata da un progetto sulla legalità per 73 alunni  .

Due leonesse pronte a tutto e sempre con un sorriso.

Alessandra è un vulcano in piena attività

lavorare con lei è sentire l’adrenalina in tutto il corpo,

riesce a trasmettere una carica positiva

che è impossibile fermarsi .

Ti auguro un anno di nuovi successi a te e alle tue collaboratrici

di 484281_162977497191517_479421394_n

1170884_10201634430653305_1048926925_n

Un giorno dietro l’angolo

si affacciò un sorriso.

Il nero esaltava il candore

di una solarità che non conosce

la parola arrendersi.

Note e voci

imbrattate di mille colori

sono state cornice

in un’alleanza tra leoni,

nel nome della Legalità.

I giorni fanno presto a passare

e con loro gli anni, ma

l’alleanza tra i due leoni

vive nei sorrisi

che la loro amicizia

per sempre accenderà.

aless

volano ideali

liberi e fieri d’esser

essenza vita

Poesia di colori per : Paolo Brioschi, Rita Somaschi e Virna Danieli

Dal Tacco d’Italia il mio augurio vola da voi: Paolo, Rita e Virna.

 971951_4338319390972_1828228326_n

Poesia di colori

 

Vola leggiadra dove

il profumo d’erba ti coccolò bambina

ad ammirare finestre aperte di anime

a te amiche.

Accarezza le fattezze morbide e delicate

che mani sapienti

hanno donato al mondo

nel nome dell’arte.

Dissolvi il tuo essere

negli attimi colti dallo scatto

che va oltre gli orizzonti

tangibili della materia.

Assorbi e gioisci dell’energia dei colori,

graffi dell’estro di chi ha intrapreso

il cammino tra pennelli e spatole

ascoltando il cuore.

Tutto questo è poesia…

Poesia di colori.

Dissolvenza

Dissolvenza

1_Minutesogni3

Dissolte  trame grigie della nebbia

si palesan agli occhi miei li contorni veri

della anima tua.

Aspri sorsi di delusion bruciano il cuore

colando nel silenzioso palcoscenico

di un mondo visibile nell’invisibile dell’essere.

Improvvisa  fu la verità

apparsa come la prima farfalla a primavera.

Nodi sciolti da mani fosche

lasciano nel vuoto monconi di corde antiche.

È tempo di passi polverosi

sul selciato con lacrime amare.

I ricordi sono foglie secche prede

delle spirali del dio Eolo.

Resta nell’anima l’eco

di un battito creduto amico

 il tempo insegnerà a cancellar

vecchia melodia custodita

nelle anse più remote dell’ io.

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – Un Amico

Un raggio del nuovo giorno  si è fatto strada tra le fronde degli alberi raggiungendola .

Apre gli occhi, di colpo le scene della sera precedente le tornano in mente.

Si alza, scruta intorno per scorgere il lupo.

Sorride, pensa che è stato tutto un sogno.

Si  volta di scatto, eccolo!.

Sembra una statua è immobile .

Gli amici ti guardano le spalle e quel lupo argentato è lì per proteggerla, è il suo nuovo amico.

– Ti devo dare un nome, ma quale? Se tu devi stare sempre con me sarai la mia ombra, quindi ti chiamerò Ombra.

Il lupo corre da lei  sembra aver capito, si distende ai suoi piedi.

Sorride può finalmente parlare con qualcuno.

– Ombra andiamo devo trovare un torrente per rinfrescarmi   il viso, bere, trovare delle bacche da mangiare .

Si arrampica rassicurata dalla presenza del nuovo amico .

Ombra avanza,  si ferma, attende e non prosegue se prima Mara non lo raggiunge .

Tra i due ci sono degli scambi di sguardi di grande complicità, come fanno gli amici di vecchia data .

Arrivano sulla sommità della collina, lei guarda ciò che sta per lasciare alle sue spalle, una lacrima scende furtivamente, il vento l’ asciugherà.

Guarda il suo mare, da lontano la furia delle  onde non fa paura.

Il faro quasi si confonde con i colori del mattino e la lontananza sminuisce la sua imponenza .

Il suo sguardo si perde nell’immensità dell’orizzonte.

Ombra avvicina il suo muso umido al mano alla ricerca di una carezza  o forse per consolarla.

Basta il passato è passato, il suo cuore vuole andare avanti .

Comprende che questo viaggio estremo è una prova, non sa cosa c’è oltre la collina, ma vuole arrivare …Guarda la vetta lontana della montagna. Sussurra al vento alcune parole scritte anni prima nel suo diario, con voce commossa, ma decisa:

Risorgerò …
dalle ceneri risorgerò!
Tornerò a guardare
la luce del sole
senza il velo delle lacrime.
Ho ancora forza in me
per arrampicarmi
sul pendio impervio
della vita.
Le mie unghie sanguineranno
conficcandosi nella roccia…
ma non mi fermerò.
Il mio cuore
batterà forte
scandendo
la mia rabbia,
il mio dolore,
ma soprattutto
la mia voglia di vivere.
Arriverò lassù sulla vetta…
e quando guarderò il sorgere
del sole …sarò sola…
non importa …ma io
manterrò la promessa
fatta con il cuore
dettata da un amore…
un amore eterno,
almeno per me.

Le mani asciugano rivoli salati  e la sua voce di disperde nell’aria.

Ombra è appiccicato alle sue gambe immobile come una sentinella .

Accarezza quella creatura fantastica che Mente divina le ha messo accanto e senza aprire bocca iniziano a correre sul sentiero .

Il dislivello è notevole e il sentiero è molto tortuoso, la corsa si riduce in una affannosa salita .

Nel cammino il suo corpo è proteso in avanti e le sue mani afferrano le radici degli alberi usandole come appigli .

Ombra è sempre un passo davanti a lei .

Lui comprende quando deve: fermarsi,  tornare indietro per incoraggiarla o  spronarla con un suo ululato.

Il tempo passa e Mara sente la fatica; ormai sono distanti la costa  e il suo mare .

Stremata, assetata, affamata si getta a terra. Il suo respiro è affannoso, ha fame d’aria , ha chiesto troppo al suo corpo e ora manda i segnali di crollo.

Lo sfinimento la fa assopire. Senza rendersene conto si trova intrappolata in un sogno…

<<- Ombra dove sei ? Non correre . Perché non mi aspetti ?

Guarda le sue mani sono piene di sangue.

 Il lupo continua a correre senza di lei .

Un’ ombra nera le si para davanti ostacolando il cammino.

Raccoglie un arbusto secco da terra per difendersi e grida con tutto il fiato che ha in corpo:- Ombra aiutooooooooo!!!

Lui si volta resta immobile poi svanisce nella nebbia che sta scendendo.

– Perché mi stai lasciando ? Perché?

Grida lambendo il ramo verso quell’ombra che la minaccia , vuole avvolgerla.

Di colpo i rumori e i colori  della notte . Intorno a lei tutto è tetro, non capisce dove deve andare .

Un urlo squarcia il cuore  del buio .

Artigli possenti l’afferrano sollevandola .

Sente il vento sul viso , le sue narici si allargano per incamerare aria pura, apre gli occhi e in lontananza vede la luce del faro, alza lo sguardo, una immensa aquila la sta trasportando.

Terrorizzata pensa:-Dove mi stai portando?

Ai suoi piedi l’intera vallata, il volatile la sta portando verso la montagna della luce.

Il suo volo rasenta gli alberi, i raggi della luna illuminano una radura poi… giù, precipita.

Agita gli arti nel vuoto,  grida, il terrore è in lei e la certezza della fine.>>

Qualcosa di caldo, appiccicoso, le  imbratta il viso .

Apre gli occhi :- Ombra! – piange abbracciando il lupo, il quale continua a leccarle il volto.

Comprende di aver fatto solo un brutto sogno anche se non percepisce il significato di quelle minacce oniriche .

Si rialza, Ombra scodinzola felice.

Non si è accorta di essere quasi sulla sommità della seconda collina .

Corre felice .

Lo stupore trasforma la luce dei suoi occhi dandole un’espressione da  Alice nel paese delle meraviglie .

La radura del sogno!

Il suo sguardo accarezza incantato un paesaggio splendido:

prati verdeggianti,  a destra un torrente, a sinistra un fitto bosco dal quale giungono canti melodiosi di stormi canterini.

Guarda Ombra :

– Dove andiamo amico mio verso il torrente o verso il bosco??

Il cane senza esitazioni si dirige verso l’acqua.