Masha e il Vento

Masha e il Vento

Masha e il vento

Masha  guarda il disco infuocato  davanti a lei , tira le briglia del suo bellissimo destriero e si lancia al galoppo  vorrebbe corre via , vorrebbe essere in un campo di battaglia a sfidare la morte pur di non avere il tempo necessario per pensare, riflettere.

Ama il Vento  è  l’unico che può avvolgere, stringere con le sue forti e invisibili braccia il suo corpo da dea.

Un’amazzone deve essere libera da ogni legame , una guerriera ama la lotta , la giustizia, il trionfo del bene non può pensare ad allevare un figlio o a vivere un amore .

I suoi capelli neri corvino e ricci sono tra le sue mani , Eolo  potrebbe  rapirla con un suo vortice , ma sa che il cuore di quella donna forte e fiera non gli appartiene.

Amo il vento
battiti d’ali
sulle labbra
lievi e impalpabili carezze
seguono impetuosi abbracci

lascio penetrare
irruenti raffiche
tra capelli
vortici ascensionali
nella libertà silenziosa e schiva

Malinconica compagna
segue cammino
contro la forza della natura
goccia salata scende
soffio improvviso asciuga e tace…

I pensieri di Masha volano verso il cielo.

Eolo li terrà vivi nei suoi vortici, sono il regalo più bello che quella donna gli potesse donare.

Sono petali d’amore eterno.

Masha ,ora, va dove la porta il cuore

verso la libertà.

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“Gabry” Terza puntata…

 

uomo donna

–  No non è possibile! Sto ancora sognando ! Ora sentirò la megera della mia sveglia , dai suona accidenti ! Ahi ! Il pizzico lo sento quindi sono sveglia. O mio Dio che mi sta succedendo?- Gabry pensa terrorizzata, ma contemporaneamente fissa senza rendersi conto in modo insistente l’uomo.

Un fusto palestrato alto circa un metro e ottanta , con due occhi penetranti da far svenire. E poi aveva lasciato una scia da sballo , ma che diavolo di profumo o dopobarba aveva addosso? E quanto ne aveva sul corpo e su quella camicia bianca perfettamente sbottonata sui jeans impeccabili ?

Nella sua testolina i pensieri si susseguono vertiginosamente provocandole una scarica di adrenalina non indifferente.

–          Gabry hai visto quei due ? Ehi dico a te? Scusa ma hai visto un fantasma? Vuoi rispondere? Finalmente ecco le nostre pizze , pancia mia fatti capanna.-

–          Cosa? Sì va bene. Ok  hai ragione. – farfuglia la nostra amica.

–          Senti tu non stai bene oggi? Prima in ufficio ora qui , dai mi vuoi far venire l’orticaria per la preoccupazione ? Dimmi che hai ? E smettila di fissare quel fusto! Non è per noi, ma per quelle oche giulive.- e mentre ridacchia con lo sguardo segue due splendide donne che entrano con sorrisi sgargianti, dritte su tacchi vertiginosi come le loro minigonne.

Iniziano a mangiare e Mary cerca invano di far sorridere l’amica , ma in cambio ha solo lievi inarcamenti delle bellissime labbra della collega in smorfie senza anima .

Gabry si alza, prende una fetta di torta dal bancone , così avrebbe affogato i suoi turbamenti, ma…

Immersa nei suoi mille perchè non vede dove va e il caso vuole che a trovarsi sulla traiettoria del suo cammino ci sia l’uomo misterioso.

L’incontro è un vero cataclisma! La torta al cioccolato finisce dritta dritta sulla camicia bianca e parte di essa in modo impertinente entra dentro impiastricciando la pelle abbronzata  di lui .

Oh…oh! Gabry spalanca i suoi occhioni , le sue labbra aperte non emettono suoni ,il suo corpo rimane bloccato  e dentro di sé sente la voglia di svanire .

-Piccola! Guarda dove vai! Accidenti.- La sua voce è ferma, sentenziosa , ma calma e profonda, una voce che fa sognare per intenderci.

La scena genera una risata maliziosa nel locale che risveglia dallo stupore la giovane pasticciona .

–          Mi scusi stavo pensando altrove. Non so .- Sembrava una bambina davanti al suo papà dopo l’ultima monelleria.

–          Ok. Stai tranquilla a tutto c’è rimedio.- D’incanto vede il suo sorriso dolce è come nel sogno, -E’ troppo bello! – pensa , ma ha la sensazione che lui sia riuscito a leggere il suo innocente pensiero .

–          Lo sei anche tu!- sussurra l’uomo guardandola dritto negli occhi.

 

Ora ditemi voi se devo continuare …

 

Arrivederci Antonella

 

piuma

Ho tentato di scrivere qualcosa per salutarti , ma le parole finivano per prendersi a spintoni  creando frasi senza fine. Allora ho iniziato a rileggere i nostri messaggi . Un anno di parole , frasi di speranze, muri invalicabili che si ergevano dal nulla ostacolando il tuo cammino. Mi sono persa nei mille perché che mi ponevi ai quali non avevo risposta se non una grande rabbia per il destino beffardo che ti stava portando via. Dicono che non si deve piangere, quando chi vogliamo bene torna nella casa del Padre. Anzi si deve gioire di aver condiviso un tratto di cammino con chi è stato prescelto dal cielo. Facile dirlo difficile è farlo. Sì tu sei una prescelta dal cielo , un angelo nella tua semplicità, riservatezza, dolcezza, disponibilità per non parlare della tua grande umiltà e il grande amore che hai donato ai bambini.

Il cielo sa chi deve accogliere con suoni di tromba trionfali.

Lassù è luce, splendore e armonia.

Qui dolore lancinante, desolazione, vuoto nei cuori.

Noi abbiamo pregato , ma non è bastato a farti rimanere in questo mondo.

Ora,Antonella, prega tu per i tuoi cari affinchè la rassegnazione entri nei loro cuori .

Arrivederci piccola .

“Gabry” racconto a puntate tra sogno e realtà

doccia

Gabry dopo una giornata di stressante lavoro, non vede l’ora di farsi accarezzare da una tiepida doccia e sprofondare nel suo adorato letto.

Sono orami tre mesi che non sa più nulla di Carlo, la loro storia è naufragata dopo continui litigi e incomprensioni.

Apre la porta del suo rifugio dal mondo e si prepara per lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo…

Finalmente è distesa in quel grande letto, forse troppo grande e vuoto per lei.  Abbraccia il cuscino e dopo pochi minuti …la mente di Gabry è libera di volare nel mondo dei sogni dove l’anima vibra e il tempo non è tempo e lo spazio non ha confini. Inizia il suo viaggio dove? con chi?…

Si sente risucchiata in un’altra dimensione, come se una magia la stesse portando nel ‘500. Lei che odia i cavalli si ritrova in sella su un magnifico esemplare ed è al galoppo, ma lei non sa andare a cavallo che sta succedendo?

Inizia a pensare tra le pieghe del suo sogno….

-Io sto cavalcando? Io su un cavallo, sto sognando…

 

Ricordati per l’eternità sarò sempre dietro di te, ma su Angel no!

Ti farò mangiare la polvere! Raggiungimi se hai coraggio!- ma questa sono io che parlo!

Lascio le briglie sciolte colpendo ripetutamente i fianchi di Angel, assecondo con il mio corpo i movimenti di questo maestoso puro sangue e tu mi insegui sorridendo.

Dio come amo quel sorriso. Schivo i rami bassi della fitta boscaglia che mi viene incontro con  continue insidie, ma  non arresto la  corsa .

Il mio cuore batte, batte forte, felice di esistere, di farmi inseguire conscia che una volta raggiunta me la farai pagare, ma il prezzo è troppo dolce.

Volgo il mio sguardo a te che sproni al massimo il tuo nero destriero.

I tuoi occhi lanciano fiamme e fulmini il tuo orgoglio non ti permette di arrivare secondo:  a una donna poi, la tua donna.

I miei capelli sciolti sono arrovellati dalla velocità sento il freddo vento sul viso accalorato dalla eccitazione della nostra gara.

Ecco la fine del bosco ci sono riuscita, no accidenti! Con un affondo incredibile mi superi e mi guardi beffardo…ridi come non mai.

Salti da cavallo come se avessi ventanni e corri a prendere le briglie di Angel, mi aiuti a scendere cingendomi la vita e io sospesa nell’aria incontro il tuo magico sguardo .

Non abbiamo bisogno di parole, ma i nostri pensieri s’incontrano in un

–Ti amo.

Ci ritroviamo stretti uno all’altra vorrei fermare il tempo per sempre.

Con il dito indice mi alzi il mento e ti chini a baciarmi, intorno a noi solo il canto di uno stormo di rondini è arrivata la primavera come nel mio cuore.

 

Sei la luce dei miei occhi, mi specchio in te e sono felice.

 

Un suono terribile riporta Gabry lontano dal mondo di Morfeo :

-Un giorno ti butterò dalla finestra brutta megera di una sveglia!-

Un benessere la pervade , ma non riesce a capirne il motivo. Stiracchiandosi pensa :

– Chissà dove sarà andata la mia anima stanotte, non ricordo nulla , ma deve essere stato un posto incantevole mi sento bene . Ricordo dei gabbiani, il mare …Uffa questi sogni ! Gabry dai forza e coraggio devi essere in ufficio in meno di un’ora.

Entra in bagno e aprendo la doccia lo scroscio dell’acqua la incanta facendole assaporare strane sensazioni, delle vibrazioni che le percuotono l’anima e in un flash vede nella sua mente: prima due occhi verdi penetranti poi un viso sconosciuto. Conturbata da quei pensieri si mette sotto la doccia che ancora getta acqua gelida e un suo urlo, comprensibile, risuona nella stanza.

Da ormai tre ore, in una stanza anonima piena di cartacce e computers e altri marchingegni di  questo millennio , Gabry  lotta con conti , e-mail e lui . Chi? Il direttore del personale che le fa richieste continue e assillanti , che l’aggredisce con le sue continue occhiate da raggi x, è odioso e viscido , ma è il suo capo. Per due ore non lo avrebbe avuto davanti agli occhi, rara fortuna considerando la sua assiduità in ufficio!

-Gabry a chi stai pensando ?

Le domanda incuriosita Marilena , la sua cara amica  e collega, lei la guarda distrattamente mentre controlla la cartella del bilancio :

–  Mari non lo so! Mi sono alzata felice , rilassata poi mi è accaduto un fatto strano! Come se avessi avuto una visione, ma non è una visone…-

Mari la squadra divertita :- Confessa non ti sei ancora svegliata! Ehi stiamo al lavoro, mi sta sentendo cara la mia bella addormentata e tra un po’ arriva l’orco cattivo del dottor Filippiotti . E allora ti dovrai svegliare altro che visioni , te le dà lui le visioni !- ma lo sguardo assorto della collega la inquieta e le si avvicina :

– Gabry cosa ti succede ? Non ti ho mai vista così , tu sei sempre pronta , attiva ora sei imbambolata! Prima parlavi di visioni che intendi?

-Mari non lo so, lascia perdere. Dobbiamo registrare gli stipendi. Dai sbrighiamoci.

Le due donne riprendo con un certo ritmo il lavoro, le scadenze incombenti non possono attendere.

 

All’uscita dall’ufficio decidono di andare in pizzeria un trancio di pizza e il capitolo  cena è chiuso.

 

Lucciole (ricordi di bimba)

lucciole Tonina Perrone

Stelline vaganti

volano come i sogni dei bimbi

volteggiano tra prati profumati di primavera.

Piccole mani intrappolano

la luce dell’infinito per un desiderio

che sa di magia.

Meraviglia danza nei cuori puri

poi tutto fugge,

il tempo offusca luci e cuori.

Ora solo dolci ricordi …

 

Libertà onirica

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Penna giace stanca

mente vaga nei meandri dei ricordi.

Disco dorato lancia gli ultimi raggi

su un presente dai colori sbiaditi e offuscati.

Mani cercano nel vuoto

fili di trame antiche

cadendo nel buio che lento abbraccia il mondo,

questo mondo malandato.

Affannosa ricerca su dolci note

verso un universo migliore

senza catene, senza pareti.

Sonno profondo e ristoratore vieni,

sono pronta per volare … libera e felice.

C’è ancora tempo per un magico sogno

tramonto donna

Cercare nei ricordi versi pensati, ma mai scritti.

Cercare, invano, tinte policrome

nel grigiore del nulla.

Cercare tra effigi sbiadite, nel tunnel del passato,

per trovare nuova forza ad affrontare il domani.

Eppure solo un attimo fa

il cielo era azzurro, lunghi capelli svolazzavano al vento della vita.

E voi sogni in quale anfratto siete svaniti?

L’istinto della sopravvivenza ha avuto la meglio

sui colori delle dimensioni oniriche.

I conti sono presto fatti,

il tempo inesorabile è passato

l’orizzonte si è tinto dei colori del dì pronto a cedere il passo alla luna,

ma anche il tramonto è degno d’essere scenario di mille sogni.

che sa di domani.

Lo scrigno di nonna Rachele

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“Lo scrigno di nonna Rachele”

Com’è lontano il tempo di Splinder , un luogo magico che mi ha fatto aprire le ali e volare libera nel mondo della fantasia . Quante persone magnifiche ho incontrato, alcune le ho pure abbracciate, altre restano nomi e fiumi di parole che mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto crescere.

Eppure quegli anni hanno lasciato il loro segno e sono racchiusi in un libro “Lo scrigno di nonna Rachele”.

È veramente uno scrigno con tante storie generate: da piccoli concorsi, dall’ascolto di musiche magiche, da notizie ascoltate di sfuggita e altre dettate forse da altre dimensioni. Sì, come risultanti d’intersezioni temporali e spaziali che ho captato e trasferito nei file del mio computer. Chissà quale forza mi ha fatto scrivere, perché scrivo lasciandomi cullare dalla musica e alla fine rileggo, quasi, ignorando le parole impresse sullo schermo.

Il libro l’ho dedicato a mio marito, ma avrei dovuto aggiungere anche mio figlio. Perché?

Entrambi mi sfidarono, nel lontano 2002, a superare la mia riluttanza verso il computer, non finirò mai di ringraziarli i miei due uomini di casa, ma … Sì c’è un “ma” se non avessi incontrato su Splinder la mia mentore, colei che mi ha insegnato a usare le ali questo libro non esisterebbe.

Fino al 2007 scrivevo parole confezionate in versi, alcune sono finite in un libro “Sulla scia del vento dell’infinito”, altre in diverse antologie e molte ancora sono nel mio sito “ Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, poi  Pina Varriale mi ha spinto a scrivere racconti e tutto è cambiato.

A lei ho lasciato il compito ingrato di scrivere la Prefazione .

Oggi si conclude il tempo di Ambradorata ( mio nick su Splinder ) e inizia il tempo di Tonina Perrone.

A una persona speciale…

 

È da molto tempo che non scrivo, diciamo troppo! Stasera avrei voluto una penna e un foglio per fissare le sensazioni che mi hanno pervaso in una situazione particolare, molto triste, che hanno rievocato immagini perse nel mio ieri.

rosa

Brusio ovattato tra mura sacre a chi giace.

E da quelle mura permeate di ricordi

rimbomba il futuro silenzio

come spettrale ombra di un tempo senza ritorno.

Abbracci   a sguardi persi nel vuoto

mentre lance percuotono cuore amato da chi giace,

dando lampi di oggi e magiche sfumature di ieri

in impetuose e simultanee presenze.

Colei che un tempo donò vita

ha chiuso le finestre dell’anima al mondo,

serrate le labbra al vento

lasciando solo echi lontani a consolare

quel cuore in grembo portato.

Ora vola oltre il limite della ragion pura,

ma nessun tempo dissolverà   il suo amore detto o non detto

a chi continuerà a guardare il mondo

e   a donar parole al vento.