DOVE SEI?

tramonto donna

 

Ferma sul ciglio del sentiero maestro avvolta dalla solitudine, attendo.

Sguardo perso nel tempo alla ricerca di te.

Indietro solo ombre, visi sbiaditi incutono dolci malinconie.

Dove sei? In quale angolo di questa dimensione hai perso il senso del tuo andare.

Occhi rivolti al cielo scorgono solo spruzzi azzurri persi, qua e là, nelle mille sfumature del grigio quotidiano.

Figuranti passano davanti guardandomi con sguardi assenti e senza anima. Dove sei?

Perché mi hai lasciato la mano, perché hai permesso che ci perdessimo?

Il cuore batte forte, l’anima trema insicura del dopo e rivolge le sue attenzioni al prima.

I ricordi sono fantasmi pericolosi, incantatori. Loro sono ammaliatori come le sirene per Ulisse.

Sto ferma e inerte godendo delle loro evoluzioni, le membra sono pesanti, la testa è vuota e stanca di

pensare. Dove sei?

Le mani sono rivelatrici con le loro bronzee macchie del tempo andato, le stringo quasi a darmi forza, afferrano solo il vuoto e fanno tanto male.

Dove sei piccola mia?

Una voce argentina mi scuote dal torpore e dall’apatia che mi attanagliano l’essere.

Tra le ombre del prima un luccichio m’indica la tua presenza. Ecco dove ti ho persa, quando non lo so.

Vorrei venire a riprenderti, ma su questo sentiero tutto scorre verso il tramonto, non sono concessi passi a ritroso.

Grido forte con tutta la voglia di vivere che ho, ancora, in corpo: – Corri! Vieni! Non farò un solo passo senza di te.

La tua luce risplende sulle ombre, all’improvviso un soffio di vento ti libera dalle grinfie dei tempi passati.

– Eccoti finalmente!

Un abbraccio m’infonde vita e luce. Guardo le mie mani hanno meno macchie, le stringo a pugno non sono doloranti e risplendono di luce.

– Dove sei? Di nuovo sei svanita?

La tua voce esplode nella sua freschezza dal mio cuore:

– Ora vai, riprendi il tuo cammino. Non sarai mai sola se dentro di te mi cercherai. Non mi troverai nei ricordi, ma in ogni passo che tu farai nel domani. Le tue orme sono le mie, ricordalo. Ora sorridi e vai.

 

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No! Alla violenza sulle donne

copertina

Dal mio e-book ” 100 petali di una sola rosa, essere donna” due dei tanti racconti bonsai in esso contenuti sulla violenza subita dalle donne. Fatti di cronaca trasformati in 100 parole.
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10. Bang!
Aveva provato per lui tenerezza dal primo istante in cui i loro sguardi si erano incrociati, un giorno lontano nel tempo umano.
Quella tenerezza lei l’aveva scambiata per amore.
Senza rendersi conto l’ombra di lui, diventò la sua di ombra.
Ogni giorno perdeva consistenza il suo essere per lasciar posto al suo.
Passò davanti allo specchio e l’immagine riflessa non era più la sua.
Urlò con tutte le forze, rivoleva la sua immagine, rivoleva sé stessa. Si ribellò a quel uomo.
Ed ecco il risultato davanti a suoi occhi spalancati, un cerchietto nero, nero come un pozzo senza fondo. Bang!

35. Amplesso rubato

Tutto le sembra irreale.
Sente il conato di vomito salirle in gola, per la tanfa di putrido che si insinua nelle narici.
La bestia è su di lei la possiede senza ritegno.
Non può urlare le ha messo il nastro da pacco, giusto, lei è un pacco destinazione inferno.
I colpi la violentano più nell’anima che non nel corpo.
Si sente sporca, umiliata, vorrebbe sprofondare negli abissi.
L’ha legata ai quattro angoli del letto come l’agnello sacrificale.
Quelle mani la toccano, la squartano, la spogliano anche della pelle nuda.
Subisce il suo amplesso rubato, ora, sarà marchiata a vita nell’anima.

 

Masha e il Vento

Masha e il Vento

Masha e il vento

Masha  guarda il disco infuocato  davanti a lei , tira le briglia del suo bellissimo destriero e si lancia al galoppo  vorrebbe corre via , vorrebbe essere in un campo di battaglia a sfidare la morte pur di non avere il tempo necessario per pensare, riflettere.

Ama il Vento  è  l’unico che può avvolgere, stringere con le sue forti e invisibili braccia il suo corpo da dea.

Un’amazzone deve essere libera da ogni legame , una guerriera ama la lotta , la giustizia, il trionfo del bene non può pensare ad allevare un figlio o a vivere un amore .

I suoi capelli neri corvino e ricci sono tra le sue mani , Eolo  potrebbe  rapirla con un suo vortice , ma sa che il cuore di quella donna forte e fiera non gli appartiene.

Amo il vento
battiti d’ali
sulle labbra
lievi e impalpabili carezze
seguono impetuosi abbracci

lascio penetrare
irruenti raffiche
tra capelli
vortici ascensionali
nella libertà silenziosa e schiva

Malinconica compagna
segue cammino
contro la forza della natura
goccia salata scende
soffio improvviso asciuga e tace…

I pensieri di Masha volano verso il cielo.

Eolo li terrà vivi nei suoi vortici, sono il regalo più bello che quella donna gli potesse donare.

Sono petali d’amore eterno.

Masha ,ora, va dove la porta il cuore

verso la libertà.

Libertà onirica

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Penna giace stanca

mente vaga nei meandri dei ricordi.

Disco dorato lancia gli ultimi raggi

su un presente dai colori sbiaditi e offuscati.

Mani cercano nel vuoto

fili di trame antiche

cadendo nel buio che lento abbraccia il mondo,

questo mondo malandato.

Affannosa ricerca su dolci note

verso un universo migliore

senza catene, senza pareti.

Sonno profondo e ristoratore vieni,

sono pronta per volare … libera e felice.

Lo scrigno di nonna Rachele

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“Lo scrigno di nonna Rachele”

Com’è lontano il tempo di Splinder , un luogo magico che mi ha fatto aprire le ali e volare libera nel mondo della fantasia . Quante persone magnifiche ho incontrato, alcune le ho pure abbracciate, altre restano nomi e fiumi di parole che mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto crescere.

Eppure quegli anni hanno lasciato il loro segno e sono racchiusi in un libro “Lo scrigno di nonna Rachele”.

È veramente uno scrigno con tante storie generate: da piccoli concorsi, dall’ascolto di musiche magiche, da notizie ascoltate di sfuggita e altre dettate forse da altre dimensioni. Sì, come risultanti d’intersezioni temporali e spaziali che ho captato e trasferito nei file del mio computer. Chissà quale forza mi ha fatto scrivere, perché scrivo lasciandomi cullare dalla musica e alla fine rileggo, quasi, ignorando le parole impresse sullo schermo.

Il libro l’ho dedicato a mio marito, ma avrei dovuto aggiungere anche mio figlio. Perché?

Entrambi mi sfidarono, nel lontano 2002, a superare la mia riluttanza verso il computer, non finirò mai di ringraziarli i miei due uomini di casa, ma … Sì c’è un “ma” se non avessi incontrato su Splinder la mia mentore, colei che mi ha insegnato a usare le ali questo libro non esisterebbe.

Fino al 2007 scrivevo parole confezionate in versi, alcune sono finite in un libro “Sulla scia del vento dell’infinito”, altre in diverse antologie e molte ancora sono nel mio sito “ Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, poi  Pina Varriale mi ha spinto a scrivere racconti e tutto è cambiato.

A lei ho lasciato il compito ingrato di scrivere la Prefazione .

Oggi si conclude il tempo di Ambradorata ( mio nick su Splinder ) e inizia il tempo di Tonina Perrone.

Ritrovate su Facebook

gabbiano immag. modificata di Tonina Perrone

ogni alba ha il suo futuro,
porta il chiarore della luna
si veste dei raggi del nuovo sole,
sulla passerella del giorno
per dissolversi nel rosso fuoco
del tramonto …

silenzio

contorti fili rammendano
strappi esistenziali
disegni indecifrabili
alla semplicità dell’orizzonte
Eppure c’è oltre
un piccolo e stupido perchè
artefice del movimento
della giostra .
Giri non richiesti
ma necessari
aspettando nel fermo liberatore!

Alchimia di parole

piano poesia

Suoni aleggiano

sulle ali del vento,

aquiloni pronti

per essere ammirati

volano liberi .

È il cuore

che grida nel silenzio dell’anima

formule alchemiche

al di fuori dei limiti del tempo.

Attento a te cuore

a non sbagliar suono

che sia luminoso e colorato

l’ombroso sia annientato.

Alchimie di parole

nate per donare luce

che luce sia!

Tutta la vita è una continua alchimia …

Alla ricerca di Ambradorata

Un po’ di malinconia per un tempo passato , quando ero un fluire di parole pronte a diventar pennellate sullo schermo bianco. Mi manca Splinder ❤ lo confesso, quel confrontarsi  con altri amici immergendosi nei  versi e nell’immagini, proprie e altrui.Mi manca Ambradorata e quel mondo fatato , incantato.

scritto da: ambradorata alle ore 26/03/2008 09:46

Orfana d’ispirazione

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Non scrivo più
la mia mente
vaga
senza lasciare
segno .
Vedo una fiamma
accarezzata dal soffio
della mia anima stanca.
Nel suo chiarore
il volto tuo
come un sogno lontano.
Tendo la mano,
ma il mio respiro felice
spegne quel sogno
lasciandomi
nel buio
della notte.
Dove sei
mio poetare in versi?
Sembro orfana d’ispirazione,
le melodie
fanno volare la mia mente
in quadri lontani in squarci di vita
che non mi appartengono.
I versi mi hanno abbandonata
volano in alto nel cielo
come bianchi gabbiani
o come farfalle.
Tutto svanisce
e resto sola
davanti a questo
mare .
Sogno il mio vecchio poetare
svanito negli abissi
o portato via dal vento del nord.
A quel vento dono un foglio bianco
sarà lui a scrivere i versi
che io non so più donare.

Per tutto c’è un tempo

Passi lenti scandiscono
un tempo inesorabile, ora.
Fili d’antiche trame
non hanno ragione d’essere.
Karma dissolto
come olio in limpida acqua.
È tempo del cammino silenzioso
capo chino su orme solitarie.
Caldo abbraccio nel cuore
e leggerezza dello spirito
faranno brillare luce nell’anima.
Per tutto c’è un tempo,
ora, è il tempo dei tempi.

La mia anima errante

La mia anima errante

Eppure ci deve essere il poi…

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Boati afoni infestano

togliendo il respiro

chi vivendo d’illusione

vede, oltre,

per un attimo beceri fogli.

Rabbiose pennellate

scavano invisibile roccia

di quid senza tempo

lasciando ignudo l’essere

con ambletico dilemma.

Rabbia, orgoglio, amara delusione

appiattiti da ragion ragionante

che dona calice all’anima

con fiele addolcito

da falsi colori.

Eppure ci deve essere il poi…