No! Alla violenza sulle donne

copertina

Dal mio e-book ” 100 petali di una sola rosa, essere donna” due dei tanti racconti bonsai in esso contenuti sulla violenza subita dalle donne. Fatti di cronaca trasformati in 100 parole.
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10. Bang!
Aveva provato per lui tenerezza dal primo istante in cui i loro sguardi si erano incrociati, un giorno lontano nel tempo umano.
Quella tenerezza lei l’aveva scambiata per amore.
Senza rendersi conto l’ombra di lui, diventò la sua di ombra.
Ogni giorno perdeva consistenza il suo essere per lasciar posto al suo.
Passò davanti allo specchio e l’immagine riflessa non era più la sua.
Urlò con tutte le forze, rivoleva la sua immagine, rivoleva sé stessa. Si ribellò a quel uomo.
Ed ecco il risultato davanti a suoi occhi spalancati, un cerchietto nero, nero come un pozzo senza fondo. Bang!

35. Amplesso rubato

Tutto le sembra irreale.
Sente il conato di vomito salirle in gola, per la tanfa di putrido che si insinua nelle narici.
La bestia è su di lei la possiede senza ritegno.
Non può urlare le ha messo il nastro da pacco, giusto, lei è un pacco destinazione inferno.
I colpi la violentano più nell’anima che non nel corpo.
Si sente sporca, umiliata, vorrebbe sprofondare negli abissi.
L’ha legata ai quattro angoli del letto come l’agnello sacrificale.
Quelle mani la toccano, la squartano, la spogliano anche della pelle nuda.
Subisce il suo amplesso rubato, ora, sarà marchiata a vita nell’anima.

 

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Tutto è niente , niente è tutto, ora.  

 

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Affannosa ricerca d’orizzonti ignoti

sui binari di flebili scie lucenti nel tetro buio.

Sfreccianti soffi d’indifferenza

aggrovigliati con cascate salate

giacciono

sui respiri caparbi nelle lotte avverse

di destini senza diritto di replica.

Dita annaspano nella fanghiglia

dono della superbia del io sono,

nel chiasso del nulla battono cuori, urlano esseri,

ma la sordità cronica

cancella ogni cosa nella dimensione senza eco.

Tutto è niente

niente è tutto

ora.

Tempo o vendetta ?

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Viscide lusinghe

da  anni hanno perso

la loro beltà.

Ora putrido fango

orrido puzzo

di nauseabondo essere

vaga!

Battiti gridano

vendetta al cielo,

ma la perfida e guardinga

ragion chiede tempo.

Il tempo?

Ma lui è

tornado che sradica

e annienta la vita,

riducendola in cenere.

Tempo o vendetta ?

Ambletico quesito.

Certo o incerto?

Certo o incerto?

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Incerto è certezza

nell’essere,

 equilibrista di una irrealtà vera.

Vaghe risonanze

fanno eco ai ricordi dissolti

nell’acido della vita.

Ricerca in un raggio

dei colori sbiaditi,

ma non dimenticati dall’anima.

Speranza

miraggio di un poi rinnegato

anche nei sogni.

Eppure c’è

oltre  la sbarrata porta

un poi , un dove, un chi …

Basta avere il coraggio

di uscire dal rassicurante certo

per uno sconosciuto incerto.

25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Basta occhi neri senza il kajal !

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Lacrime urlate a labbra serrate

nel pozzo della bestialità

di uomini senza anima.

Fiori recisi di netto

da mani avide di un amore malato.

Occhi neri senza kajal

guardano smarriti e rassegnati

di vedere

solo colori sbiaditi, slavati grigi

aspettando

un sole che spesso

mai più sorgerà.

Basta occhi neri senza kajal!

Verso la fine

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La caccia agli aquiloni

è terminata da tempo

nel cielo un tempo azzurro

ora  vestito

di tinte annunciatrici

dell’oscurità.

Mentre il silenzio assordante

è compagno

nei tetri vicoli dell’anima.

Anima sola, vile nel suo apatico

e tranquillo sopravvivere

cerca nel cuore risposta

scritta senza punto interrogativo.

Attende mosse da un fato

malvagio dagli occhi d’angelo,

Anima senza pace,

non c’è un dopo

al fuoco che vive l’attimo infinito

nella fiammata finale.

 

Venti roventi…

Venti roventi

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Venti roventi bruciano incensi di morte.

Venti dilaniano il respiro,

ingurgitano pianti e sospiri.

Folate antiche turbinano nello stagno del tempo

rimescolano l’acqua senza ritegno,

togliendo ogni speranza al dolce loto di veder

raggi di sole.

Venti colmi di fantasmi e vergogne

fischiano sul specchio di mare

culla di civiltà.

Devastazione, morte, dolore

non sono lontani ologrammi,

sono qui davanti a occhi increduli

pronti a sperare, ancora,

che un dì il sole riscaldi ogni cuore.

Solo vuoto!

Solo vuoto!

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Caduta libera  nel nero profondo

del non essere .

Maschere cerulee senza espressione

celano la putrefazione

della vigliaccheria apatica e qualunquista

di chi fugge davanti ai riflessi dell’anima.

Mentre i giorni, cloni :

senza sogni, senza speranze,

senza “se” e neppure un titubante “ma”,

sfilano inamidati sul palcoscenico

di questa vita.

Grida voce afona,

nessuno sente, ne vuol sentire

quelle onde concentriche dell’essere

destinate al silenzio infinito.

Vuoto nel nero profondo

del non essere .

Solo silenzio  e vuoto!

BUON HALLOWEEN A TUTTI…

Dolcetto o scherzetto?


Sorrideva mentre saltellava verso l’ultima porta della strada.
Aveva con sè il sacchetto già pieno di dolci .
Le ombre si stavano impadronendo della città.
Passò sotto un lampione e la luce divenne fioca , passò davanti a un’insegna e questa
diventò intermittente.
-Certo che ad Halloween accadono cose strane!
Alzò le spalle e proseguì. Un gatto nero, fermo al centro della strada, miagolò.
Sembrava un uomo in agonia.
Lo evitò e andò avanti serena.
-Sono arrivata ! Ma è tutto buio , forse non c’è nessuno.
Suonò. Silenzio assoluto. Un brivido percorse la sua schiena.
Guardò la strada che si era affollata , ma non udiva nessun rumore .
Suonò di nuovo.
Non luci , nè rumori, tuttavia la porta si aprì lentamente, invitante.
Dolcetto o scherzetto?- disse con un filo di voce.
Il nulla divenne un’ombra ghignante dagli artigli affilati.
– Scherzetto!

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – Il volere dei Sapienti

Il sole bacia le loro corse spensierate, il profumo della natura incontaminata li avvolge in serafico stato.

Il torrente è vicino, Mara incita Ombra : – Vediamo chi arriva prima.

Il lupo la guarda, scodinzola la coda poi volge lo sguardo verso il gorgoglio ormai vicino.

Con un balzo inizia a correre, mentre Mara manifesta il suo disappunto per la velocità dell’amico.

Tutto è estasi, voli di rondini di una primavera senza tempo, farfalle dorate dal batter d’ali inverosimili, suoni argentini di acque limpide e gelide che solcano una terra fatata .

Si getta tra i fili d’erba inalando quei profumi più con l’anima che con l’olfatto.

Apre le sua braccia e le sue mani accarezzano i fiori e i fili d’erba, guarda il cielo azzurro, limpido.

Sente i battiti del suo cuore, accelerati sì, ma soavi per la gioia che le procurano all’anima.

Si sente viva, libera, serena. Dalle sue labbra escono poche parole : – Fermati tempo! Lascia che io

goda di questo attimo di comunione con l’infinito.

Ombra le lecca il viso svegliandola dai suoi dolci pensieri.

Si rialza, ma sente una presenza dietro di lei.

Di scatto si volta alzandosi in piedi. Il sole è svanito di colpo, nuvole nere incombono all’orizzonte.

Ombra è irrequieto, abbaia alla figura che si avvicina inesorabile e minacciosa.

Guarda a terra nella speranza di poter raccattare un pezzo di legno e improvvisarlo arma .

Occhi gelidi la scrutano dentro, non sa opporre barriere, il suo fido amico ringhia un passo davanti a

lei onorando la sua missione, proteggerla.

Alza lo sguardo sfidando quel essere che nulla ha di umano, sospesa nell’aria.

Le fattezze di una donna bellissima, ma senza anima.

Il viso è bianco come la morte; i capelli neri  svolazzano senza vento; gli occhi verdi e gelidi sono smeraldi incastonati in bianca porcellana senza espressione e senza tempo.

Le streghe delle fiabe di quando era bambina erano meno terrificanti di questa donna che donna non è. Tenta di muoversi, ma comprende di essere in balia del suo volere.

Solo la sua anima è libera. Avverte la sua uscita dall’ involucro immobile in cui si è fatta ridurre. Leggera la sua essenza guerriera si solleva consapevole del  potere divino insito nella sua natura e  si scaglia come furia su colei che la minaccia .

Una voce calma e profonda esorta alla ragione: – Non vengo per generare caos e morte. Fui mandata per portarti un messaggio da altre dimensioni. La tua luce non è fatta per attaccare, ma per amare.

Temo più il tuo amore che non  il tuo odio.

Mara, perderai Ombra lungo il cammino, lassù vogliono che tu vada per la tua strada senza bastoni, saranno le tue gambe a sorreggerti. Comprendi il messaggio? Nessuno ti potrà aiutare da questo momento sarai sola.

–          Non voglio rinunciare ad Ombra.

–          Devi ! Tutto è scritto nel grande libro dei Sapienti.

–          Cosa vuoi dire ?

–          Esiste un luogo, nella dimensione del non tempo, dove è custodito il libro dei Sapienti, scritto dalle Menti Superiori.

–          Sono stufa di fare sempre quello che altri decidono per me.

–          Mi dispiace!

–          Facile dire , difficile è vivere . Diglielo ai tuoi Sapienti ! – piange conscia che nulla potrà fermare ciò che è scritto.

Una folata di  vento dissolve l’immagine della donna messaggera, avverte la pesantezza del suo corpo fisico, rivolge lo sguardo al suo adorato amico.

–          Loro non vogliono che tu continui con me il tuo cammino. Prima mi affidano a te e ora – si abbassa , lo abbraccia accarezzando il suo pelo caldo. Ombra risponde alle sue manifestazioni d’affetto leccandole il viso, appoggia la sua zampa sul ginocchio piegato di Mara.

Il vento rinforza la sua forza dividendo i due amici.

–          Aspetta vento lascia che imprima nella mia mente il suo calore, la morbidezza del suo manto, la dolcezza del suo sguardo, ti prego fermati!- grida con tutta la rabbia sgorgata dal suo cuore.

–          Mara è giunto il tempo degli addii , mi dispiace figlia cara , ma devi lasciarlo andare . Il suo compito era accompagnarti nella vallata .

La voce del vento le entra nell’anima come un fendente al quale non può opporre più resistenza.

Si alzano contemporaneamente, Ombra la guarda con occhi languidi e tristi , avanza lentamente verso il bosco, si ferma voltandosi , la guarda dritto negli occhi  e di scatto inizia a correre. Mentre lei resta immobile, vorrebbe gridare forte il nome dell’amico, ma nessuna sillaba esce dalle sue labbra serrate.

–          Addio amico caro , non ti dimenticare di me – il suo pensiero vola ad accarezzarlo per l’ultima volta .

L’animale  quasi ascoltasse il suo pensiero , ferma la sua corsa , la riguarda  e volgendo il suo muso al cielo lancia il suo ululato d’addio.

Lei si lascia cadere a terra, affonda le dita tra i fili d’erba, il viso è riverso sul manto verde e le sue lacrime si fondono con le gocce di rugiada.

Il vento l’accarezza  e le sussurra – Forza rialzati devi trovare un posto sicuro per la notte che si avvicina .

Non ha le forze per rialzarsi, la sua disperazione è tale da annullare in lei il senso del tempo e il pianto la sfianca a tal punto da farla cadere in un profondo sonno.  Vagare nel mondo di Morfeo è  un prezioso dono, dove mille sentieri fanno dimenticare la via maestra, dura e inesorabile , ma sulla quale i passi devono lasciar le loro orme al passato, imprimere la terra nel presente proiettarsi nel futuro.