“Gabry” racconto a puntate tra sogno e realtà

doccia

Gabry dopo una giornata di stressante lavoro, non vede l’ora di farsi accarezzare da una tiepida doccia e sprofondare nel suo adorato letto.

Sono orami tre mesi che non sa più nulla di Carlo, la loro storia è naufragata dopo continui litigi e incomprensioni.

Apre la porta del suo rifugio dal mondo e si prepara per lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo…

Finalmente è distesa in quel grande letto, forse troppo grande e vuoto per lei.  Abbraccia il cuscino e dopo pochi minuti …la mente di Gabry è libera di volare nel mondo dei sogni dove l’anima vibra e il tempo non è tempo e lo spazio non ha confini. Inizia il suo viaggio dove? con chi?…

Si sente risucchiata in un’altra dimensione, come se una magia la stesse portando nel ‘500. Lei che odia i cavalli si ritrova in sella su un magnifico esemplare ed è al galoppo, ma lei non sa andare a cavallo che sta succedendo?

Inizia a pensare tra le pieghe del suo sogno….

-Io sto cavalcando? Io su un cavallo, sto sognando…

 

Ricordati per l’eternità sarò sempre dietro di te, ma su Angel no!

Ti farò mangiare la polvere! Raggiungimi se hai coraggio!- ma questa sono io che parlo!

Lascio le briglie sciolte colpendo ripetutamente i fianchi di Angel, assecondo con il mio corpo i movimenti di questo maestoso puro sangue e tu mi insegui sorridendo.

Dio come amo quel sorriso. Schivo i rami bassi della fitta boscaglia che mi viene incontro con  continue insidie, ma  non arresto la  corsa .

Il mio cuore batte, batte forte, felice di esistere, di farmi inseguire conscia che una volta raggiunta me la farai pagare, ma il prezzo è troppo dolce.

Volgo il mio sguardo a te che sproni al massimo il tuo nero destriero.

I tuoi occhi lanciano fiamme e fulmini il tuo orgoglio non ti permette di arrivare secondo:  a una donna poi, la tua donna.

I miei capelli sciolti sono arrovellati dalla velocità sento il freddo vento sul viso accalorato dalla eccitazione della nostra gara.

Ecco la fine del bosco ci sono riuscita, no accidenti! Con un affondo incredibile mi superi e mi guardi beffardo…ridi come non mai.

Salti da cavallo come se avessi ventanni e corri a prendere le briglie di Angel, mi aiuti a scendere cingendomi la vita e io sospesa nell’aria incontro il tuo magico sguardo .

Non abbiamo bisogno di parole, ma i nostri pensieri s’incontrano in un

–Ti amo.

Ci ritroviamo stretti uno all’altra vorrei fermare il tempo per sempre.

Con il dito indice mi alzi il mento e ti chini a baciarmi, intorno a noi solo il canto di uno stormo di rondini è arrivata la primavera come nel mio cuore.

 

Sei la luce dei miei occhi, mi specchio in te e sono felice.

 

Un suono terribile riporta Gabry lontano dal mondo di Morfeo :

-Un giorno ti butterò dalla finestra brutta megera di una sveglia!-

Un benessere la pervade , ma non riesce a capirne il motivo. Stiracchiandosi pensa :

– Chissà dove sarà andata la mia anima stanotte, non ricordo nulla , ma deve essere stato un posto incantevole mi sento bene . Ricordo dei gabbiani, il mare …Uffa questi sogni ! Gabry dai forza e coraggio devi essere in ufficio in meno di un’ora.

Entra in bagno e aprendo la doccia lo scroscio dell’acqua la incanta facendole assaporare strane sensazioni, delle vibrazioni che le percuotono l’anima e in un flash vede nella sua mente: prima due occhi verdi penetranti poi un viso sconosciuto. Conturbata da quei pensieri si mette sotto la doccia che ancora getta acqua gelida e un suo urlo, comprensibile, risuona nella stanza.

Da ormai tre ore, in una stanza anonima piena di cartacce e computers e altri marchingegni di  questo millennio , Gabry  lotta con conti , e-mail e lui . Chi? Il direttore del personale che le fa richieste continue e assillanti , che l’aggredisce con le sue continue occhiate da raggi x, è odioso e viscido , ma è il suo capo. Per due ore non lo avrebbe avuto davanti agli occhi, rara fortuna considerando la sua assiduità in ufficio!

-Gabry a chi stai pensando ?

Le domanda incuriosita Marilena , la sua cara amica  e collega, lei la guarda distrattamente mentre controlla la cartella del bilancio :

–  Mari non lo so! Mi sono alzata felice , rilassata poi mi è accaduto un fatto strano! Come se avessi avuto una visione, ma non è una visone…-

Mari la squadra divertita :- Confessa non ti sei ancora svegliata! Ehi stiamo al lavoro, mi sta sentendo cara la mia bella addormentata e tra un po’ arriva l’orco cattivo del dottor Filippiotti . E allora ti dovrai svegliare altro che visioni , te le dà lui le visioni !- ma lo sguardo assorto della collega la inquieta e le si avvicina :

– Gabry cosa ti succede ? Non ti ho mai vista così , tu sei sempre pronta , attiva ora sei imbambolata! Prima parlavi di visioni che intendi?

-Mari non lo so, lascia perdere. Dobbiamo registrare gli stipendi. Dai sbrighiamoci.

Le due donne riprendo con un certo ritmo il lavoro, le scadenze incombenti non possono attendere.

 

All’uscita dall’ufficio decidono di andare in pizzeria un trancio di pizza e il capitolo  cena è chiuso.

 

Lucciole (ricordi di bimba)

lucciole Tonina Perrone

Stelline vaganti

volano come i sogni dei bimbi

volteggiano tra prati profumati di primavera.

Piccole mani intrappolano

la luce dell’infinito per un desiderio

che sa di magia.

Meraviglia danza nei cuori puri

poi tutto fugge,

il tempo offusca luci e cuori.

Ora solo dolci ricordi …

 

Libertà onirica

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Penna giace stanca

mente vaga nei meandri dei ricordi.

Disco dorato lancia gli ultimi raggi

su un presente dai colori sbiaditi e offuscati.

Mani cercano nel vuoto

fili di trame antiche

cadendo nel buio che lento abbraccia il mondo,

questo mondo malandato.

Affannosa ricerca su dolci note

verso un universo migliore

senza catene, senza pareti.

Sonno profondo e ristoratore vieni,

sono pronta per volare … libera e felice.

Spettacolo musicale

A conclusione del progetto di lettura e scrittura creativa, inerente al Grande Tito Schipa , ho deciso di scrivere la sceneggiatura dello spettacolo finale inserendo come protagonista il nostro illustre salentino, ma immaginandolo bambino. Lui tra i miei cuccioli che stanno per spiccare il volo.

 

locandina

Lo scrigno di nonna Rachele

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“Lo scrigno di nonna Rachele”

Com’è lontano il tempo di Splinder , un luogo magico che mi ha fatto aprire le ali e volare libera nel mondo della fantasia . Quante persone magnifiche ho incontrato, alcune le ho pure abbracciate, altre restano nomi e fiumi di parole che mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto crescere.

Eppure quegli anni hanno lasciato il loro segno e sono racchiusi in un libro “Lo scrigno di nonna Rachele”.

È veramente uno scrigno con tante storie generate: da piccoli concorsi, dall’ascolto di musiche magiche, da notizie ascoltate di sfuggita e altre dettate forse da altre dimensioni. Sì, come risultanti d’intersezioni temporali e spaziali che ho captato e trasferito nei file del mio computer. Chissà quale forza mi ha fatto scrivere, perché scrivo lasciandomi cullare dalla musica e alla fine rileggo, quasi, ignorando le parole impresse sullo schermo.

Il libro l’ho dedicato a mio marito, ma avrei dovuto aggiungere anche mio figlio. Perché?

Entrambi mi sfidarono, nel lontano 2002, a superare la mia riluttanza verso il computer, non finirò mai di ringraziarli i miei due uomini di casa, ma … Sì c’è un “ma” se non avessi incontrato su Splinder la mia mentore, colei che mi ha insegnato a usare le ali questo libro non esisterebbe.

Fino al 2007 scrivevo parole confezionate in versi, alcune sono finite in un libro “Sulla scia del vento dell’infinito”, altre in diverse antologie e molte ancora sono nel mio sito “ Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, poi  Pina Varriale mi ha spinto a scrivere racconti e tutto è cambiato.

A lei ho lasciato il compito ingrato di scrivere la Prefazione .

Oggi si conclude il tempo di Ambradorata ( mio nick su Splinder ) e inizia il tempo di Tonina Perrone.

Saper…

La mia anima errante

La mia anima errante

Saper scorgere un raggio di luce ,

nel buio del grigio totale.

Saper apprezzare un sorriso,

specchiandosi in giovani occhi incantati per il domani.

Saper recidere rami secchi

per lasciar spazio vitale a nuova vita.

Saper cercare nel pozzo della propria anima carezze che erroneamente,

in un passato non lontano,

le si è cercate altrove.

Saper … Saper di non sapere 

e sorridere ascoltando la musica del cuore 

Liberi voli in voli liberi …

Una foto , un tramonto, una musica e tutto è indefinito nel finito di questa vita .

Liberi voli in voli liberi …

gabbiano

Sfocate linee

indefiniti colori

per sogni d’altre dimensioni.

Ricerca di  filo

senza capo ne coda

eppur vi è trama

in mani stanche.

Orizzonti dipinti

in iridi

che vedono oltre

l’umano limite.

Liberi voli

senza scopo alcuno

se non vivere

dentro la propria sfera

voli liberi…

Ascoltando “Vorrei Incontrarti fra cent’anni ” – Ron ( torno alla mia vecchia passione scrivere quello che mi viene in mente ascoltando delle canzoni)

Fra cento, mille anni

In un’altra vita

in un altro mondo

fra cento ,mille anni

guardarsi negli occhi

riconoscere la luce

dell’irrazionalità.

Preferire essere

un lampo senza perché

un raggio di luna sulla pelle

un ricordo perso nel vento

di un tempo senza tempo,

ma non ombra nell’anima.

Fra cento, mille anni

stringer mani amate

da sempre e per sempre

e ascoltare la musica del cuore

che sussurra :- Amore.

Tempo scaduto!

clessidra

Abbarbicati sui dirupi dell’esistenza

dubbi antichi lacerano il tempo nemico

dei sogni che volano verso il cielo.

Nulla resta, vuoto rimbomba

con i suoi rintocchi estenuanti.

Echi riportano al cuore

antiche nenie per addolcire

l’agre sapore della fine.

Tutto ha un tempo

questo è scaduto

il cambiamento

incombe

ora!

Verso la fine

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La caccia agli aquiloni

è terminata da tempo

nel cielo un tempo azzurro

ora  vestito

di tinte annunciatrici

dell’oscurità.

Mentre il silenzio assordante

è compagno

nei tetri vicoli dell’anima.

Anima sola, vile nel suo apatico

e tranquillo sopravvivere

cerca nel cuore risposta

scritta senza punto interrogativo.

Attende mosse da un fato

malvagio dagli occhi d’angelo,

Anima senza pace,

non c’è un dopo

al fuoco che vive l’attimo infinito

nella fiammata finale.