“Gabry” Terza puntata…

 

uomo donna

–  No non è possibile! Sto ancora sognando ! Ora sentirò la megera della mia sveglia , dai suona accidenti ! Ahi ! Il pizzico lo sento quindi sono sveglia. O mio Dio che mi sta succedendo?- Gabry pensa terrorizzata, ma contemporaneamente fissa senza rendersi conto in modo insistente l’uomo.

Un fusto palestrato alto circa un metro e ottanta , con due occhi penetranti da far svenire. E poi aveva lasciato una scia da sballo , ma che diavolo di profumo o dopobarba aveva addosso? E quanto ne aveva sul corpo e su quella camicia bianca perfettamente sbottonata sui jeans impeccabili ?

Nella sua testolina i pensieri si susseguono vertiginosamente provocandole una scarica di adrenalina non indifferente.

–          Gabry hai visto quei due ? Ehi dico a te? Scusa ma hai visto un fantasma? Vuoi rispondere? Finalmente ecco le nostre pizze , pancia mia fatti capanna.-

–          Cosa? Sì va bene. Ok  hai ragione. – farfuglia la nostra amica.

–          Senti tu non stai bene oggi? Prima in ufficio ora qui , dai mi vuoi far venire l’orticaria per la preoccupazione ? Dimmi che hai ? E smettila di fissare quel fusto! Non è per noi, ma per quelle oche giulive.- e mentre ridacchia con lo sguardo segue due splendide donne che entrano con sorrisi sgargianti, dritte su tacchi vertiginosi come le loro minigonne.

Iniziano a mangiare e Mary cerca invano di far sorridere l’amica , ma in cambio ha solo lievi inarcamenti delle bellissime labbra della collega in smorfie senza anima .

Gabry si alza, prende una fetta di torta dal bancone , così avrebbe affogato i suoi turbamenti, ma…

Immersa nei suoi mille perchè non vede dove va e il caso vuole che a trovarsi sulla traiettoria del suo cammino ci sia l’uomo misterioso.

L’incontro è un vero cataclisma! La torta al cioccolato finisce dritta dritta sulla camicia bianca e parte di essa in modo impertinente entra dentro impiastricciando la pelle abbronzata  di lui .

Oh…oh! Gabry spalanca i suoi occhioni , le sue labbra aperte non emettono suoni ,il suo corpo rimane bloccato  e dentro di sé sente la voglia di svanire .

-Piccola! Guarda dove vai! Accidenti.- La sua voce è ferma, sentenziosa , ma calma e profonda, una voce che fa sognare per intenderci.

La scena genera una risata maliziosa nel locale che risveglia dallo stupore la giovane pasticciona .

–          Mi scusi stavo pensando altrove. Non so .- Sembrava una bambina davanti al suo papà dopo l’ultima monelleria.

–          Ok. Stai tranquilla a tutto c’è rimedio.- D’incanto vede il suo sorriso dolce è come nel sogno, -E’ troppo bello! – pensa , ma ha la sensazione che lui sia riuscito a leggere il suo innocente pensiero .

–          Lo sei anche tu!- sussurra l’uomo guardandola dritto negli occhi.

 

Ora ditemi voi se devo continuare …

 

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“Gabry” racconto a puntate … Seconda puntata

anima reincarnazione di Ambradorata

Camminano lentamente , Mari fuma la sua sigaretta sbuffando ai rimproveri di Gabry:

– Ti fa male lo vuoi capire! Butta via quelle schifezze puzzolenti.

– Ehi non iniziare, ho una crisi di astinenza !

Ride facendo uscire dei cerchietti di fumo dalla sua bocca con il viso dispettoso che si ritrova.

Gabry conosce Marilena da sei anni , ma è come se la conoscesse da sempre. Sono molto diverse come carattere e fisicamente però  unite da una amicizia collaudata quotidianamente.

Marilena e Gabry sono diverse in tutto .

Mari  è come la  piccola Trilly di Peter Pan, piena di energia , un po’ dispettosa, solare , estroversa , con la battuta pronta e con una risata piena che trasmette il buonumore  a chi ha la fortuna di starle accanto.

Non è la donna fatale anzi è la classica trentenne: un po’ rotondetta nelle forme, non molto alta , che non ha avuto grande fortuna con gli uomini; ha i lineamenti di una donna qualunque che spesso passa inosservata agli occhi maschili i quali la prediligono come amica , complice e non come amante.

Gabry è la sensualità fatta persona , anche se non è il tipo che vuole mettersi in mostra lei non può passare senza creare scalpore.

Alta , bruna con due occhi a mandorla color nocciola, ogni sua movenza è un’armonica scultura che fluttua nello spazio, ma ha un animo semplice , delicato , introverso.

Lei odia essere al centro dell’attenzione; non ride ma sorride timidamente; dolcissima è la sua voce che usa con parsimonia, predilige guardare e stare in silenzio.

Eppure Marilena e Gabry sono diventate inseparabili, spesso escono insieme considerando che entrambe non hanno più  legami da qualche mese.

Le due donne entrano nella pizzeria e sono pervase da un dolce tepore, nell’aria odori mediterranei.

Il cameriere le fa accomodare davanti alla finestra che dà sul retro.

Gabry intravede le luci dietro le goccioline che ricamano i vetri, un senso di ansia l’attanaglia come se percepisse l’arrivo di un evento.

Sensazioni a lei familiari, quante volte aveva avvertito dentro di sé : brividi, senso di vuoto allo stomaco, ansia senza un motivo apparente poi nel suo immediato futuro ecco che un evento accadeva come per magia.

Mari legge il menù , letto e riletto considerando la loro assiduità in quel locale, arriccia il naso scorrendo le nomenclature delle pizze ed esclama:

–   Mille pizze, tante, troppe, di mille gusti , ma preferisco la solita con tanta mozzarella!

L’amica annuisce anche lei avrebbe preso una semplice margherita.

Mari nell’attesa esce a fumare la sua ennesima sigaretta e vane sono le proteste dell’amica, lei non rinuncia.

Gabry si sente spaesata senza la collega, come se qualcuno la stesse osservando, manda una rapida occhiata, ma nessuno rivolge lo sguardo verso di lei; pensa di essere stupida e incrocia le braccia mentre avverte lungo la schiena un brivido gelido che la fa sussultare. E’ irrequieta sente il bisogno di tornare nel suo rifugio: il suo adorato appartamentino di sessanta metri quadrati al terzo piano , senza scale, nella periferia di Milano.

.

Impaziente allunga il collo per scorgere quella sciagurata che per una sigaretta  venderebbe la madre , ma i suoi occhi si spalancano guardando verso la porta d’entrata aperta.

Non è possibile si ripete terrorizzata, come può accadere tutto ciò? La nostra amica è bianca in volto , occhi nel vuoto, suda freddo è allibita e pietrificata tanto da attirare l’attenzione del cameriere:

-Mi scusi si sente bene

-Sì cer..to . Grazie – balbetta , ma il suo sguardo continua a fissare verso l’entrata .

Non è possibile ! Il suo cuore inizia a battere come non mai ; le sue mani diventano fredde e sudate; un brivido percorre la sua schiena paralizzandola.

Ha voglia di correre via, di gridare a Mary, ma nulla di tutto ciò accade, rimane pietrificata su quella sedia e guarda estasiata lui che con passo sicuro va oltre il suo tavolo senza degnarla di uno sguardo.

No non poteva essere vero , un tremore e un freddo glaciale la pervade inesorabilmente.

Quel uomo che le era passato accanto era identico a quello  del sogno…

 

 

Alla prossima puntata…

 

“Gabry” racconto a puntate tra sogno e realtà

doccia

Gabry dopo una giornata di stressante lavoro, non vede l’ora di farsi accarezzare da una tiepida doccia e sprofondare nel suo adorato letto.

Sono orami tre mesi che non sa più nulla di Carlo, la loro storia è naufragata dopo continui litigi e incomprensioni.

Apre la porta del suo rifugio dal mondo e si prepara per lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo…

Finalmente è distesa in quel grande letto, forse troppo grande e vuoto per lei.  Abbraccia il cuscino e dopo pochi minuti …la mente di Gabry è libera di volare nel mondo dei sogni dove l’anima vibra e il tempo non è tempo e lo spazio non ha confini. Inizia il suo viaggio dove? con chi?…

Si sente risucchiata in un’altra dimensione, come se una magia la stesse portando nel ‘500. Lei che odia i cavalli si ritrova in sella su un magnifico esemplare ed è al galoppo, ma lei non sa andare a cavallo che sta succedendo?

Inizia a pensare tra le pieghe del suo sogno….

-Io sto cavalcando? Io su un cavallo, sto sognando…

 

Ricordati per l’eternità sarò sempre dietro di te, ma su Angel no!

Ti farò mangiare la polvere! Raggiungimi se hai coraggio!- ma questa sono io che parlo!

Lascio le briglie sciolte colpendo ripetutamente i fianchi di Angel, assecondo con il mio corpo i movimenti di questo maestoso puro sangue e tu mi insegui sorridendo.

Dio come amo quel sorriso. Schivo i rami bassi della fitta boscaglia che mi viene incontro con  continue insidie, ma  non arresto la  corsa .

Il mio cuore batte, batte forte, felice di esistere, di farmi inseguire conscia che una volta raggiunta me la farai pagare, ma il prezzo è troppo dolce.

Volgo il mio sguardo a te che sproni al massimo il tuo nero destriero.

I tuoi occhi lanciano fiamme e fulmini il tuo orgoglio non ti permette di arrivare secondo:  a una donna poi, la tua donna.

I miei capelli sciolti sono arrovellati dalla velocità sento il freddo vento sul viso accalorato dalla eccitazione della nostra gara.

Ecco la fine del bosco ci sono riuscita, no accidenti! Con un affondo incredibile mi superi e mi guardi beffardo…ridi come non mai.

Salti da cavallo come se avessi ventanni e corri a prendere le briglie di Angel, mi aiuti a scendere cingendomi la vita e io sospesa nell’aria incontro il tuo magico sguardo .

Non abbiamo bisogno di parole, ma i nostri pensieri s’incontrano in un

–Ti amo.

Ci ritroviamo stretti uno all’altra vorrei fermare il tempo per sempre.

Con il dito indice mi alzi il mento e ti chini a baciarmi, intorno a noi solo il canto di uno stormo di rondini è arrivata la primavera come nel mio cuore.

 

Sei la luce dei miei occhi, mi specchio in te e sono felice.

 

Un suono terribile riporta Gabry lontano dal mondo di Morfeo :

-Un giorno ti butterò dalla finestra brutta megera di una sveglia!-

Un benessere la pervade , ma non riesce a capirne il motivo. Stiracchiandosi pensa :

– Chissà dove sarà andata la mia anima stanotte, non ricordo nulla , ma deve essere stato un posto incantevole mi sento bene . Ricordo dei gabbiani, il mare …Uffa questi sogni ! Gabry dai forza e coraggio devi essere in ufficio in meno di un’ora.

Entra in bagno e aprendo la doccia lo scroscio dell’acqua la incanta facendole assaporare strane sensazioni, delle vibrazioni che le percuotono l’anima e in un flash vede nella sua mente: prima due occhi verdi penetranti poi un viso sconosciuto. Conturbata da quei pensieri si mette sotto la doccia che ancora getta acqua gelida e un suo urlo, comprensibile, risuona nella stanza.

Da ormai tre ore, in una stanza anonima piena di cartacce e computers e altri marchingegni di  questo millennio , Gabry  lotta con conti , e-mail e lui . Chi? Il direttore del personale che le fa richieste continue e assillanti , che l’aggredisce con le sue continue occhiate da raggi x, è odioso e viscido , ma è il suo capo. Per due ore non lo avrebbe avuto davanti agli occhi, rara fortuna considerando la sua assiduità in ufficio!

-Gabry a chi stai pensando ?

Le domanda incuriosita Marilena , la sua cara amica  e collega, lei la guarda distrattamente mentre controlla la cartella del bilancio :

–  Mari non lo so! Mi sono alzata felice , rilassata poi mi è accaduto un fatto strano! Come se avessi avuto una visione, ma non è una visone…-

Mari la squadra divertita :- Confessa non ti sei ancora svegliata! Ehi stiamo al lavoro, mi sta sentendo cara la mia bella addormentata e tra un po’ arriva l’orco cattivo del dottor Filippiotti . E allora ti dovrai svegliare altro che visioni , te le dà lui le visioni !- ma lo sguardo assorto della collega la inquieta e le si avvicina :

– Gabry cosa ti succede ? Non ti ho mai vista così , tu sei sempre pronta , attiva ora sei imbambolata! Prima parlavi di visioni che intendi?

-Mari non lo so, lascia perdere. Dobbiamo registrare gli stipendi. Dai sbrighiamoci.

Le due donne riprendo con un certo ritmo il lavoro, le scadenze incombenti non possono attendere.

 

All’uscita dall’ufficio decidono di andare in pizzeria un trancio di pizza e il capitolo  cena è chiuso.

 

Lucciole (ricordi di bimba)

lucciole Tonina Perrone

Stelline vaganti

volano come i sogni dei bimbi

volteggiano tra prati profumati di primavera.

Piccole mani intrappolano

la luce dell’infinito per un desiderio

che sa di magia.

Meraviglia danza nei cuori puri

poi tutto fugge,

il tempo offusca luci e cuori.

Ora solo dolci ricordi …

 

Libertà onirica

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Penna giace stanca

mente vaga nei meandri dei ricordi.

Disco dorato lancia gli ultimi raggi

su un presente dai colori sbiaditi e offuscati.

Mani cercano nel vuoto

fili di trame antiche

cadendo nel buio che lento abbraccia il mondo,

questo mondo malandato.

Affannosa ricerca su dolci note

verso un universo migliore

senza catene, senza pareti.

Sonno profondo e ristoratore vieni,

sono pronta per volare … libera e felice.

Spettacolo musicale

A conclusione del progetto di lettura e scrittura creativa, inerente al Grande Tito Schipa , ho deciso di scrivere la sceneggiatura dello spettacolo finale inserendo come protagonista il nostro illustre salentino, ma immaginandolo bambino. Lui tra i miei cuccioli che stanno per spiccare il volo.

 

locandina

Lo scrigno di nonna Rachele

nonna-rachele

“Lo scrigno di nonna Rachele”

Com’è lontano il tempo di Splinder , un luogo magico che mi ha fatto aprire le ali e volare libera nel mondo della fantasia . Quante persone magnifiche ho incontrato, alcune le ho pure abbracciate, altre restano nomi e fiumi di parole che mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto crescere.

Eppure quegli anni hanno lasciato il loro segno e sono racchiusi in un libro “Lo scrigno di nonna Rachele”.

È veramente uno scrigno con tante storie generate: da piccoli concorsi, dall’ascolto di musiche magiche, da notizie ascoltate di sfuggita e altre dettate forse da altre dimensioni. Sì, come risultanti d’intersezioni temporali e spaziali che ho captato e trasferito nei file del mio computer. Chissà quale forza mi ha fatto scrivere, perché scrivo lasciandomi cullare dalla musica e alla fine rileggo, quasi, ignorando le parole impresse sullo schermo.

Il libro l’ho dedicato a mio marito, ma avrei dovuto aggiungere anche mio figlio. Perché?

Entrambi mi sfidarono, nel lontano 2002, a superare la mia riluttanza verso il computer, non finirò mai di ringraziarli i miei due uomini di casa, ma … Sì c’è un “ma” se non avessi incontrato su Splinder la mia mentore, colei che mi ha insegnato a usare le ali questo libro non esisterebbe.

Fino al 2007 scrivevo parole confezionate in versi, alcune sono finite in un libro “Sulla scia del vento dell’infinito”, altre in diverse antologie e molte ancora sono nel mio sito “ Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, poi  Pina Varriale mi ha spinto a scrivere racconti e tutto è cambiato.

A lei ho lasciato il compito ingrato di scrivere la Prefazione .

Oggi si conclude il tempo di Ambradorata ( mio nick su Splinder ) e inizia il tempo di Tonina Perrone.

Saper…

La mia anima errante

La mia anima errante

Saper scorgere un raggio di luce ,

nel buio del grigio totale.

Saper apprezzare un sorriso,

specchiandosi in giovani occhi incantati per il domani.

Saper recidere rami secchi

per lasciar spazio vitale a nuova vita.

Saper cercare nel pozzo della propria anima carezze che erroneamente,

in un passato non lontano,

le si è cercate altrove.

Saper … Saper di non sapere 

e sorridere ascoltando la musica del cuore 

Liberi voli in voli liberi …

Una foto , un tramonto, una musica e tutto è indefinito nel finito di questa vita .

Liberi voli in voli liberi …

gabbiano

Sfocate linee

indefiniti colori

per sogni d’altre dimensioni.

Ricerca di  filo

senza capo ne coda

eppur vi è trama

in mani stanche.

Orizzonti dipinti

in iridi

che vedono oltre

l’umano limite.

Liberi voli

senza scopo alcuno

se non vivere

dentro la propria sfera

voli liberi…

Ascoltando “Vorrei Incontrarti fra cent’anni ” – Ron ( torno alla mia vecchia passione scrivere quello che mi viene in mente ascoltando delle canzoni)

Fra cento, mille anni

In un’altra vita

in un altro mondo

fra cento ,mille anni

guardarsi negli occhi

riconoscere la luce

dell’irrazionalità.

Preferire essere

un lampo senza perché

un raggio di luna sulla pelle

un ricordo perso nel vento

di un tempo senza tempo,

ma non ombra nell’anima.

Fra cento, mille anni

stringer mani amate

da sempre e per sempre

e ascoltare la musica del cuore

che sussurra :- Amore.