100 parole per un’emozione …

Ho trovato questo sito per divertirmi un po’

Miniesercizio 6

Rotaie.

L’esercizio di oggi chiede un racconto sulle rotaie.

Certo molti di voi vorranno parlare di viaggi, di viaggi dell’anima anche. Ma vi chiedo di non farlo.

Vi chiedo un racconto di 100 parole che parli di cibo e che sia collegato alla foto.

Il protagonista deve essere un bambino.

 

 

Robert da piccolo viveva in una di quelle casine piccine lungo la ferrovia. La sua mamma mentre rimestava i legumi sotto il camino o rigirava le patate nella cenere doveva correre ad alzare o abbassare quelle sbarre bianche e rosse. Ed ecco comparire all’orizzonte prima il fumo nero, poi sua maestà la locomotiva.  Quando gli passava davanti quel mastodontico  insieme di ferraglia  era il  bambino più felice del mondo. Il  pane e pomodoro mangiato lì aveva un sapore unico, misto tra l’affumicato e il frizzante profumo della campagna . Ora, tutto è un lontano ricordo seduto in prima classe .

Arriva il gelo !!!

100 parole per sua maestà il gelo che incombe sul Salento!

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Le tue spirali avanzano, avviluppano, avvolgono e travolgono tutto e tutti, togliendo il respiro e raggelando il sangue nelle vene.  Al tuo passaggio regna il silenzio irreale, è consentito sentire solo il tuo fiato gelido che penetra negli anfratti non lasciando scampo. Tutto è in standby! Sembra di stare davanti a una scacchiera, l’attesa fa meditare attendendo una tua mossa. La trepidazione dell’incertezza blocca chiunque nel tepore di ermetici nascondigli, dai quali fuoriescono sbuffi grigi che ti sfidano. Stai avanzando inesorabilmente, folle è colui il quale oserà, nelle prossime ore, oltraggiare il tuo passaggio. Fermi tutti è arrivato il GELO!

Lo scrigno di nonna Rachele

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“Lo scrigno di nonna Rachele”

Com’è lontano il tempo di Splinder , un luogo magico che mi ha fatto aprire le ali e volare libera nel mondo della fantasia . Quante persone magnifiche ho incontrato, alcune le ho pure abbracciate, altre restano nomi e fiumi di parole che mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto crescere.

Eppure quegli anni hanno lasciato il loro segno e sono racchiusi in un libro “Lo scrigno di nonna Rachele”.

È veramente uno scrigno con tante storie generate: da piccoli concorsi, dall’ascolto di musiche magiche, da notizie ascoltate di sfuggita e altre dettate forse da altre dimensioni. Sì, come risultanti d’intersezioni temporali e spaziali che ho captato e trasferito nei file del mio computer. Chissà quale forza mi ha fatto scrivere, perché scrivo lasciandomi cullare dalla musica e alla fine rileggo, quasi, ignorando le parole impresse sullo schermo.

Il libro l’ho dedicato a mio marito, ma avrei dovuto aggiungere anche mio figlio. Perché?

Entrambi mi sfidarono, nel lontano 2002, a superare la mia riluttanza verso il computer, non finirò mai di ringraziarli i miei due uomini di casa, ma … Sì c’è un “ma” se non avessi incontrato su Splinder la mia mentore, colei che mi ha insegnato a usare le ali questo libro non esisterebbe.

Fino al 2007 scrivevo parole confezionate in versi, alcune sono finite in un libro “Sulla scia del vento dell’infinito”, altre in diverse antologie e molte ancora sono nel mio sito “ Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, poi  Pina Varriale mi ha spinto a scrivere racconti e tutto è cambiato.

A lei ho lasciato il compito ingrato di scrivere la Prefazione .

Oggi si conclude il tempo di Ambradorata ( mio nick su Splinder ) e inizia il tempo di Tonina Perrone.

A una persona speciale…

 

È da molto tempo che non scrivo, diciamo troppo! Stasera avrei voluto una penna e un foglio per fissare le sensazioni che mi hanno pervaso in una situazione particolare, molto triste, che hanno rievocato immagini perse nel mio ieri.

rosa

Brusio ovattato tra mura sacre a chi giace.

E da quelle mura permeate di ricordi

rimbomba il futuro silenzio

come spettrale ombra di un tempo senza ritorno.

Abbracci   a sguardi persi nel vuoto

mentre lance percuotono cuore amato da chi giace,

dando lampi di oggi e magiche sfumature di ieri

in impetuose e simultanee presenze.

Colei che un tempo donò vita

ha chiuso le finestre dell’anima al mondo,

serrate le labbra al vento

lasciando solo echi lontani a consolare

quel cuore in grembo portato.

Ora vola oltre il limite della ragion pura,

ma nessun tempo dissolverà   il suo amore detto o non detto

a chi continuerà a guardare il mondo

e   a donar parole al vento.

Ritrovate su Facebook

gabbiano immag. modificata di Tonina Perrone

ogni alba ha il suo futuro,
porta il chiarore della luna
si veste dei raggi del nuovo sole,
sulla passerella del giorno
per dissolversi nel rosso fuoco
del tramonto …

silenzio

contorti fili rammendano
strappi esistenziali
disegni indecifrabili
alla semplicità dell’orizzonte
Eppure c’è oltre
un piccolo e stupido perchè
artefice del movimento
della giostra .
Giri non richiesti
ma necessari
aspettando nel fermo liberatore!

Alchimia di parole

piano poesia

Suoni aleggiano

sulle ali del vento,

aquiloni pronti

per essere ammirati

volano liberi .

È il cuore

che grida nel silenzio dell’anima

formule alchemiche

al di fuori dei limiti del tempo.

Attento a te cuore

a non sbagliar suono

che sia luminoso e colorato

l’ombroso sia annientato.

Alchimie di parole

nate per donare luce

che luce sia!

Tutta la vita è una continua alchimia …

Auguri a noi

Ecco oggi mi manchi come l’aria.

Lo so sono passati ormai tanti anni , ma mi manchi.

Guardo una foto , prima è nitida poi si annebbia dietro l’affiorare di dolci ricordi a braccetto con ferite mai rimarginate.

Più tardi prenderò il telefono per dargli gli auguri , per sette anni tutte e tre abbiamo festeggiato il nostro santo, ora sono qui consapevole di essere sola .

Un bacio a te che sei lassù , un bacio a te figlio mio lontano dagli occhi ,ma non dal mio cuore.

Auguri a noi noi tre

Delenda hominum

Arrivederci Capitano , anche se tu mi chiamavi sorellina e come tale mi hai sempre considerata e rispettata . “Passeggeri nel vento” resterà sempre nel mio cuore, il periodo più bello di splinder. Quando sono stata male il tuo tam-tam sulla piattaforma mi ha fatto sentire la vicinanza di tanti , ma eri tu il motore . Sei stato un grande uomo e un grande poeta , ma per me soprattutto un grande Amico !
Ora le tue vele sventolano al vento infinito, buon viaggio a casa Capitano ❤ .

Marcoforever's Weblog

Dio degli umani
per chi parlavi
che di pietà
non è rimasta l’ombra

A chi s’arrese
la tua prole scelta
quale il motivo
quale la ragione

Non c’è d’umano il canto,
ignobile il pensiero
quando il fratello prega
e l’altro affonda il pugno

Dei tuoi maestri aggiunti
atti a riferire,
a tramandar la storia
chi si salva adesso

Se Attila n’ha già passato il senno
se han perso la ragione
se la missione ormai
è pane d’ombra acerba e inacidita.

Dio degli amori,
dov’è finito il seme
d’umana dignità,
quando la speme chiama
e il fico d’india preme
sulle ferite aperte e mai richiuse

Non c’è orizzonte,
solo un’amalgama di nebbia
e fumo denso,
tra carte mozze
di re fanti e regine senza testa

-Mentre le genti muoiono
a capo chino-

Marco Casini
03/02/2016

delenda

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di Tonina Perrone Inviato su Poesia

Eppure  c’è sempre un poi …

pioggiaer8

Ombre offuscano

togliendo aria e colore.

Mentre spilli penetrano

nel pulsare vitale

fermando il prima e il dopo.

L’affanno perpetuato

nel rituale senza sorpresa

avvinghia l’anima,

rendendola scialba e vuota.

Eppure  c’è sempre un poi …

Alla tempesta segue il raggio di sole,

alle lacrime seguono i sorrisi,

a questo grigio tetro

seguirà la vastità dei colori…