Immagine

Piazza Sant’Oronzo – Lecce

sant'Oronzo

Annunci

“Io sono quella che sono” tratta dal libro “SULLA SCIA DEL VENTO DELL’INFINITO” di Tonina Perrone

    Questo video è stato realizzato con immagini modificate, diverse prese dal web.

Il tempo dei sogni
è dissolto nella scia degli anni.
L’alba è lontana,
il cammino è più vicino
al tramonto.
Non cerco altrove
quello che ho da sempre.
Non voglio consensi
ne ipocriti sorrisi.

Voglio essere quella che sono,
senza pretese, se non una:
il rispetto.
Non cambierò
i colori del mio arcobaleno
aspettando un sorriso,
una mano amica e sincera.
Questo è il mio tempo…
“io sono quella che sono”.
Sguardo fiero e deciso
piedi piantati come forti radici,
luce nel cuore,
dolcezza nell’anima,
sorrido al mondo pensando …

“Io sono quella che sono”.

La contessa di Lecce…

Bellissime esperienze con la grande Lucia Accoto, ottima giornalista salentina e con l’indimenticabile  Giuseppe Anglano.

In questa puntata Lucia Accoto presenta un libro coinvolgente  di Liliana D’Arpe “Contessa di Lecce ” edito da Lupo edizioni.

Il libro l’ho letto tutto d’un fiato e interpretare alcuni passi di esso mi ha regalato una forte emozione.

A te…

Sono e sarò sempre accanto a te.
Silente ti consolo guardiana e custode dei tuoi pensieri.
Accetto i tuoi silenzi che gridano aiuto dal profondo dell’anima e quella voce giunge al mio cuore, invano tento di non udire qualcosa che già so dentro di me.
Respirerò la tua sofferenza, mi assopirò sui tuoi sorrisi, danzerò sulle tue musiche, dipingerò l’arcobaleno nel cielo sfumandone i colori con le punte delle mie ali.
Cammineremo ancora insieme su questo sentiero chiamato vita, a volte, tu su un argine e io sull’altro, dando per scontato che tale separazione sia ovvia e necessaria, per poi ritrovarsi mano nella mano con gli sguardi lontani verso il sole, sorridenti della certezza di non essere mai soli.
In questo giorno speciale guardami, sono e sarò sempre accanto a te la tua mano è nella mia.
Note divine tra il fruscio degli alberi e un battito d’ali in armoniosa sintonia con due cuori che battono all’unisono, mentre la luce si riflette negli occhi di chi vuole sperare in un presente migliore.
“Fidati di me,
io mi fiderò, sempre, di te”

Lettera al nemico

Da un vecchio concorso di scrittura creativa una lettera immaginaria verso un ipotetico nemico 

 

Ho scritto e cancellato mille volte questa lettera.
Avrei voluto gridare le parole che una dopo l’altra ho cancellato.
Avrei voluto scagliarle verso il cielo insieme alla rabbia che si è depositata in fondo al cuore.
Avrei voluto chiederti gli insulsi motivi delle tue congetture balorde, che testardamente mi hai vomitato sopra lasciandomi un disagio che ha raschiato a sangue il mio essere.
Non ho fatto nulla, ti ho donato solo il silenzio, mentre rigurgitavo il male che mi hai fatto.
Ho ingoiato ogni lacrima pronta a scivolare sui tratti contratti del mio viso.
Ogni tua parola è stata una ferita cosparsa di sale.
Ho chiesto al male d’ insegnarmi a odiarti, non posso è contro la mia natura.
Ho chiesto al vento di portare via dalle mie orecchie il rumore delle tue imprecazioni.
Ho chiesto a me stessa di perdonarti, ci ho provato. Dio mi è testimone.
Non ci riesco! Passo le mani sulle cicatrici e sussulto al dolore.
Sono cicatrici lasciate dal vetriolo sgorgato dal tuo sguardo beffardo.
Ora…
Le tue grida appartengono ad un film muto, agiti il mare dei pensieri, ma la mia barca ha preso il largo e s’allontana.
Va verso un mare sereno dove il sole splende alto e la mia voce tornerà a cantare.
La vendetta è il mio silenzio che ti assorderà l’anima.
I miei occhi non ti guarderanno con disprezzo, ma solo con compassione per la tua arida solitudine.
E prego che un raggio di sole sciolga prima o poi i nodi al tuo cuore.

Poesia

 

Figlia del tormento,
t’annidi negli anfratti della mente.
Raggio di luna riflesso
nel fondo dell’ anima, esplodi
come melodia dai toni stonati
sullo spartito della vita.
Dolorosa e dolce liberazione
per il carnefice che lacera
la certezza del certo,
per darti vita.

SOGNI

Aquiloni2

Dove siete ?

Persi negli anfratti della quotidianità,

fievoli ologrammi di antiche chimere,

dove siete ?

L’orizzonte è oscurato e incerto

l’acqua ha perso la limpidezza di un tempo

rivoltando le oscurità dal fondo dell’essere.

Dove siete ?

La luce è annebbiata dall’apatia e dal poi ,

il dopo fa da padrone togliendo vitalità

ai colori dell’anima.

Dove siete?

Annaspano le mani nel duro terreno,

un dì lontano quella vetta sembrava

sole, vita e ora…

Irto è il cammino tra i calanchi melmosi!

Urlo infrange gli ultrasuoni dimensionali:

– Dove siete?