Acqua gelida…

Acqua gelida

 acqua-trasparenza-donna

Gridare al vento domande senza risposte,

mentre prepotenti scorgano stille

limpide e laceranti.

Affiorano ricordi,

ma non allentano la morsa del dolore.

Il  tempo non fa dimenticare

se lama infligge fendenti nel cuore.

Il sangue è diventato acqua

ed è gelida come gli sguardi

indifferenti di chi beffarda

sa di far male.

Cambio di rotta

 

Perchè ci sono gruppi pieni di sapientoni , tutto sanno , tutti scrittori o critici . Siamo buoni solo a giudicare.

Gli esordienti devono fare questo , gli esordienti devono fare quest’altro, troppi puntini di sospensione , troppo di quello meno di questo .

Felice di non essere scrittrice!!! e ne metto anche un altro !

Qui mi sento libera di farlo , qui posso essere me stessa ♥

La poesia  deve seguire una metrica non la deve seguire .

Sono felice di aver deciso di cambiare rotta alla mia vena artistica , si perchè quella so di averla, torno ai colori e alle parole lasciate in una parte del web che forse nessuno vedrà , ma sarò liberaaaaaaaaaa.

Aveva ragione un caro amico che non c’è più , allontanandoci dai nostri blog ci omologhiamo .

Torno a volare da sola , senza voler pretendere di pubblicare , io scrivo per me , sarà sbagliato ?

Non m’importa. Come dicevi tu , devo fare un po’ di pulizia sulla mia bacheca , tanto gli amici veri ti raggiungono anche per altre vie se hanno bisogno o se ti vogliono sentire .

Cambio di rotta

Tra pennelli e colori,

escrescenze dell’anima

per custodire messaggi

di questa realtà irreale.

Le parole tornano al vento

non appartengono più

a questo cuore sognatore.

Dai silenzi nuovi cieli

nuovi orizzonti

per chi cerca l’altrove.

Non fogli saranno

gabbiani, ma

le tele pronte a diventar vele

dell’anima .

Sentenziato il verdetto

riposti inutili sogni nel cassetto

questo cuore inizia

la nuova scalata.

Ora la rotta è cambiata …

Il premio …

Il premio …

Corre nel silenzio martellante di chi vorrebbe gridare , ma è muto per quieto vivere .

La sua corsa perde la velocità nella gioia e nell’entusiasmo, i passi si susseguono sprofondando in sabbie nere e melmose.

Albert ingoia acidi echi, facendoli esplodere nel suo stomaco perforato da rabbia, paure e insicurezze.

Entra nel teatro deve ritirare il premio , sale i gradini del palco , sente il suo respiro pesante come lo è altrettanto  il suo corpo. Ha l’impressione di aver superato il quintale . Gli ultimi gradini lo fanno curvare in avanti , il peso immenso che incombe sulla sua vita lo domina.

Guarda verso la platea, non ci sono i suoi occhi appartengono al passato chiuso tra foto e vecchi documenti. Sente la sua carezza , quella non lo abbandonerà mai :- Dove andrò non ha importanza , quando sentirai la carezza del vento , ricordati sarò io amore mio .

Ritira il premio , le sue labbra disegnano una smorfia indefinita sul volto; gli occhi sono persi nel vuoto  e sono lucidi dalla febbre della malinconia.

Dopo decenni di lavoro silente anonimo , si sono accorti di lui , ora che custodisce ottanta primavere.

Lancia un ultimo sguardo verso il pubblico, si raddrizza per poter meglio vedere : un sorriso amato lo illumina e sempre lo illuminerà . Il suo volto risplende per la sorpresa gradita , è solo un attimo rubato ad altre dimensioni da un amore che nessuno potrà domare o cancellare . Il tempo di un battito di ciglia, la desolazione dello scontato lo investe , ma lei è riuscita a raggiungerlo come aveva promesso . Stringe la targa e va verso quei gradini :- La discesa sarà meno faticosa della salita, vero mamma?- sicuro della sua vicinanza sussurra le sue considerazioni. Un pugno lo investe sottraendogli l’aria dai polmoni, poi buio totale, voci lontane e una luce .

–       Tu? – esclama meravigliato , una serenità dolcissima lo pervade rendendogli  il trapasso lieve .

Davanti a loro il sentiero verso una splendida luce bianca più bella del sole.

Solo un incubo o realtà?

Sente una strana sensazione nel corpo, guarda la madre allontanarsi per raggiungere la cucina. Improvvisamente la testa è pesante, ha la sensazione di dilatarsi, mentre mani invisibili le stritolano il cuore . Ha fame d’aria, un timore la pervade :- E’ giunta la mia ora.
Non vuole morire, non è giusto, lei ha solo vegetato, non ha vissuto la sua vita.
Grida, ma un flebile soffio esce dalle sue labbra:- Mamma vieni sto male. Mamma!
Apre la porta, le forze la stanno abbandonando.
Quella mamma invocata entra con fare superficiale, le consiglia di andare a dormire ed esce sbattendo la porta.
-Non è possibile! La mia mamma non mi avrebbe trattato così! Dove sono e dove sto andando? In quale realtà sono finita? Non è la mia vita!
Il dolore al petto le ricorda l’infarto avuto l’anno prima.
Si trascina verso la scrivania, torna indietro di pochi passi, il viso riflesso nello specchio non è il suo : -Che mi succede Dio mio? Ho i capelli, tutti bianchi. -Mamma vieni ti prego!
– Cosa vuoi ancora?- le chiese con tono scocciato.
– Guarda, ho i capelli tutti bianchi.
-Domani vai dal parrucchiere e li tingi.
-Mamma, ma ti rendi conto? Solo pochi secondi fa erano neri!
Comprende di parlare alle pareti , perché lei è già in cucina.
– Non sei la mia mamma! Dio mio aiutami , ti prego!
L’angoscia è dentro la sua anima. Poi un bagliore…
Le pareti della stanza si dissolvono come carta bruciata da fiamme invisibili. Sopra di lei, un cielo plumbeo s’illumina al chiarore dei fulmini. S’accascia a terra, sente la vita uscire dal suo corpo. Il dolore al cuore è forte, tutto è grigio, cupo, una lacrima scende silenziosa. Non riesce a muoversi, solo la sua mente parla al vento dell’impossibile lasciando mille domande .
-Perché devo morire sola? Perché devo vedere il cielo in tempesta e non il colore degli occhi di chi amo e che ho avuto in grembo? Non voglio morire sola. E’ la fine! Si lascia travolgere dal dolore, dalla morte. Il buio è padrone dei suoi occhi.
Si sveglia, un leggero dolore allo sterno le rende faticoso il respiro, ma sorride riconoscendo la camera, stringe con forza le lenzuola.
-Sono viva! Ho ancora tempo da vivere. Chissà dove sono stata ? Forse la mia vita si è incrociata con l’esistenza di un’altra Mara, in una dimensione parallela.
Dio mio ti ringrazio è stato solo un incubo … Ma sarà stato veramente un incubo ?

Il viaggio continua

Tutto è compiuto, davanti il bivio … altre mani, altri sorrisi, altri viandanti si affiancheranno , mentre vaghe ombre sbiadiscono all’orizzonte. Tu sei tra quelle ombre? Ti auguro buon viaggio ♥ . Non parole non dette , non sorrisi mai accesi , solo un vago ricordo in un angolo remoto del cuore .

Il viaggio continua

Corde cadono nelle fredde acque dell’esistenza.
Ormeggi sorvegliati non hanno più valore.
Al largo va la vela bianca in balia del vento,
oltre l’orizzonte di questo mare chiamato vita.
Tutto è compiuto!
Le pagine del libro soffiate si sono richiuse.
Ora nulla è definito.
Tutto è informe terra dalle mille possibili forme.
L’illusione svanisce in una miriade di gocce.
Resta il ricordo di sbiadite ombre
compagne di un viaggio
che continua nella totale solitudine
dell’essere .

La scalata della vita

La scalata della vita

Fioca luce
illumina irto sentiero.
… Stille di sudore
in umile terra schiantano
senza rumore.
Sullo sfondo
albe e tramonti
danzano nel tempo
del cammino .
Alta vetta
ambita meta
incertezze germogliano
esitazioni,
ma nulla deve arrestare
la scalata della vita.

Promessa per il 2012 …

 

 

♥ ♥ ♥
…prenderò la luce del cuore
per catturare
la stella più bella,
chiederò all’ anima mia
di cercare una melodia
che sa d’infinito
per cantare di questa vita
cucita con il filo
sottile del finito.
Danzerò con la luna
per riscaldare la bambina
che è in me
Mi alzerò sulle punte per
sfiorare un raggio argentato
in quel sogno
ormai dimenticato.

Tonina