Un amore perso

Un amore perso

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Mani fredde annaspano nel vuoto

di un tempo che non c’è più.

Ricerca affannosa di sorrisi

persi tra bolle di sapone

esplose da accecanti saette

pronte ad annientare speranze e sogni.

Dove volgere lo sguardo inerme?

Dove lasciare andare

 il canto di un cuore muto?

Vento amico asciuga rivoli silenti

sole riscalda  membra stanche,

mentre l’anima vaga

negli anfratti di un amore perso

sulle rive del fiume della vita.

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Acqua gelida…

Acqua gelida

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Gridare al vento domande senza risposte,

mentre prepotenti scorgano stille

limpide e laceranti.

Affiorano ricordi,

ma non allentano la morsa del dolore.

Il  tempo non fa dimenticare

se lama infligge fendenti nel cuore.

Il sangue è diventato acqua

ed è gelida come gli sguardi

indifferenti di chi beffarda

sa di far male.

100 parole per un’emozione, racconto bonsai.

 

Libertà

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Quella parola l’aveva imparata sui libri, scritta con il sangue da mille mani, Libertà.

Un giorno si fermò a pensare e dal mondo dell’oblio uscì lei con passo leggero.

– Chi sei ? – chiese titubante alla bellissima donna in candida tunica.

Un sorriso le illuminò il viso:- Sono Libertà! – rispose.

Quanto avrebbe voluto essere come lei: leggera , bella, libera. Libera da paure che opprimono.

Di colpo si sentì goffa al cospetto di tale bellezza, abbassò lo sguardo.

Due pesanti gocce salate si schiantarono al suolo senza rumore, perché chi è prigioniero non fa rumore è silente nel suo male.

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – La lacrima

Lacrima


Sente la fatica per quella salita, il terreno è impervio .
Si ferma per riprendere il fiato , si guarda intorno.
Il paesaggio le ricorda un parco montano, sono memorie dolci e lontane.
Non deve farsi prendere dall’emozioni deve pensare al traguardo .
Riprende, affonda il passo ; l’aria comincia ad essere rarefatta .
La musica è in lei, circola in ogni cellula come l’ossigeno .
In questo viaggio ha rinunciato a tutto , ma non alla scatola magica.
Un piccolo scrigno pieno di mille emozioni costruite con le note degli esperti folletti del pentagramma, abbinate a immagini e visioni conosciute solo dalla sua anima .
Non aveva condiviso con nessuno i sentimenti del suo cuore, soltanto un’ombra era riuscita ad insinuarsi nella sua essenza .
Da oltre un anno viveva in lei come parte integrante, era là come un fantasma in un castello .
Molte volte si era illusa di poter fare a meno di quella presenza , ma i suoi contorni familiari, presentandosi alla sua anima, la avvolgevano in sensazioni di antiche beatitudini, di serenità e d’ angoscia .
Avverte anche ora la sua presenza e con serenità parla al vento:
– Vattene !Lasciami andare via. Non è forse questo quello che volevi ? Prima arrivi , avvolgi , abbracci con soffi infiniti , ma al tempo stesso usurpi , aspiri vitalità senza ritegno; lance nel cuore stillano dolori , lance nel cervello ricordano che tu esisti . Povero cervello super-razionale ignaro del tuo potere diabolico e angelico . Giudichi senza sapere quello che sento ! Dimentichi che io esisto, che sono !
Per te sono un luogo dove puoi affondare i tuoi colpi liberando le tue forze oscure . Mi accusi di tramare contro di te , magari avessi tali poteri !
Si meraviglia nel sentire la sua voce trasformata in eco e comprende quanto dolore ha nelle anse del suo essere.
Poi sente come una esplosione dentro la sua anima e infine un secco silenzio .
Una lacrima scende lenta, brilla sotto il sole che è ormai alto nel cielo.
La raccoglie sul palmo della mano in quella piccola goccia c’è chi viveva in lei da sempre , da un anno , da un giorno. Non importa, ora non c’è più.
Porge la mano al vento, i suoi soffi leggeri disperdono quella goccia amara in infinite lacrime .
Adesso può continuare il suo cammino , sa che avrà il vuoto nell’anima , ma così è scritto da qualche parte in un libro antico che solo ad Uno è permesso di vedere , leggere, cancellare ,mutare , possedere.
Si volta. Vede l’ombra dissolversi al sole , il cuore avverte il freddo della morte , ma non c’è più tempo per pensare.

La strada è lunga .