Voli…

Voli nell’aria rarefatta dai sogni impossibili

accarezzano l’anima

facendo battere un cuore dormiente e stanco.

Planare guardando orizzonti sconosciuti

estasi di verità

mai ricercate nell’apatia

di chi indossa un abito non suo

e guardandosi allo specchio

non si riconosce,

resta immobile

attendendo una scintilla

che forse nessuno accenderà.

Voli, voli liberi e lontani

nella solitudine del proprio essere

verso quella luce che nessuna nuvola

mai oscurerà.

Capodanno

Capodanno

 sfera-di-colori

Mille speranze legate ai palloncini dei sogni

volano verso il cielo infinito.

Il possibile danza  nella sfera del futuro

lasciando incantevoli iridescenze

dalle sfumature sgargianti.

Oggi tutto è possibile

il dipanarsi del tempo

tra tenebre e luce

permetterà alle ombre

di generare presenze palpabili

e il futuro diverrà presente.

Oggi , la speranza

abbraccia e riscalda il cuore

in un sorriso cheto di chi

conscio del tempo che lo attende

dipinge  il domani con i suoi acquerelli.

BUON HALLOWEEN A TUTTI…

Dolcetto o scherzetto?


Sorrideva mentre saltellava verso l’ultima porta della strada.
Aveva con sè il sacchetto già pieno di dolci .
Le ombre si stavano impadronendo della città.
Passò sotto un lampione e la luce divenne fioca , passò davanti a un’insegna e questa
diventò intermittente.
-Certo che ad Halloween accadono cose strane!
Alzò le spalle e proseguì. Un gatto nero, fermo al centro della strada, miagolò.
Sembrava un uomo in agonia.
Lo evitò e andò avanti serena.
-Sono arrivata ! Ma è tutto buio , forse non c’è nessuno.
Suonò. Silenzio assoluto. Un brivido percorse la sua schiena.
Guardò la strada che si era affollata , ma non udiva nessun rumore .
Suonò di nuovo.
Non luci , nè rumori, tuttavia la porta si aprì lentamente, invitante.
Dolcetto o scherzetto?- disse con un filo di voce.
Il nulla divenne un’ombra ghignante dagli artigli affilati.
– Scherzetto!

Due nuovi bonsai , racconti di 100 parole l’uno

Squarcio interdimensionale  

 

Il cigolio del cancello le risuonò familiare, camminò quasi a tentoni lungo il viale, poi su per la grande scalinata. Una sensazione di appartenenza a quel luogo le generava ansia, trovò sul ballatoio il grande portone di legno spalancato. Entrò titubante, il cuore le batteva in gola. Avanzò tra drappeggi e vecchi mobili del 1500. Sentiva voci provenire dal salone attiguo, varcò la soglia e fu investita dalla luce delle finestre, si voltò infastidita e vide il suo volto in un vecchio quadro. Di colpo antichi ricordi le abbracciarono il cuore e l’anima. Accanto, il ritratto dell’uomo dei suoi sogni.

L’alieno

Lo avevano sempre guardato come se fosse un alieno, forse lo era. Lui non si riconosceva nei suoi simili, troppe spigolature dolorose s’interponevano tra lui e gli altri. Amava sorridere al dio sole danzando al tam-tam della sua anima, amava abbracciare chi gli veniva incontro lungo la via, amava correre per sentire fratello vento baciarlo sino a togliergli il fiato, amava osservare la pelle bianca delle donne al fiume, amava urlare nella valle la sua gioia e la sua rabbia. Già, amava, ora è lì con lo sguardo fisso nel vuoto, perso in antichi ricordi che altri non potrebbero comprendere.