Ancora morti nel Mediterraneo…

Rosso cupo

rossocupo 

Falce solca acque

colorandole

con il più cupo dei rossi.

Acqua salata

ad acqua salata e amara.

Speranze cadute a piombo

in gloriosi fondali

urlano senza eco.

Mentre petali di fiori recisi

lasciati al vento e

al fagocitare d’onde ignare,

chiedono giustizia

per un sole che,

 per loro,

mai sorgerà.

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – La minaccia

La minaccia

Un leggero soffio sulla guancia le fa aprire gli occhi .

Il suo movimento fa volare una bellissima farfalla dalla guancia sul dorso della mano .

Un serafico sorriso appare sulle sue labbra nel vedere  quelle ali argentate e azzurrognole.

Non osa sfiorarla ricorda le parole di suo nonno :

– I fiori sono belli sulla pianta, le farfalle libere di colorare il cielo  e i bambini di riempire l’aria con le loro voci .

Il suo dolce nonnino , l’unico che l’aveva trattata da bambina e non da piccola donna.

Soffia delicatamente sulla farfalla per farla volare via.

Si rialza , deve trovare un riparo per la notte  .

Inizia a perlustrare la zona alla ricerca di una rientranza dove potersi rannicchiare.

Sorride pensando  all’unico vantaggio di  chi fuma :  avere sempre un accendino in tasca.

Decide di preparare il fuoco , raccoglie rametti , foglie secche e anche dei sassi per fare il caratteristico cerchio dove collocare il tutto.

Tenta di accendere il fuoco , ma la troppa umidità non lo permette.

Prende una pietra e la scaglia in quel cerchio con rabbia di chi sa di essere sconfitta .L’impatto genera un’ esplosione spaventosa. Le fiamme dal cerchio s’innalzano dimostrandole la loro natura.

Le si avvicinano lambendola , accarezzandola e facendo sentire il loro calore mortale . Lo conosce bene quel soffio , vento che accarezza togliendo il fiato e la vita.

Tenta la  fuga strisciando indietro per sottrarsi a quelle fiamme .

Dal fuoco si propaga una voce cupa e funesta , la invita ad avvicinarsi promettendole l’incolumità.

–  Quale diavoleria ti ha permesso di accenderti?

– Non ho bisogno di uno accendino , ne tanto meno di rimaner fermo accerchiato da poche pietre.

Il fuoco volteggia minaccioso nell’aria  sopra di lei .

Certa della sua fine invoca la protezione celeste.

Istintivamente si rannicchia in posizione fetale attendendo l’attacco .

Un vento gelido la investe , apre gli occhi  e resta meravigliata .

Nel cerchio di sassi c’è un piccolo e innocuo fuocherello.

E le fiamme minacciose e altissime libere nell’aria dove sono ?

Sente di essere osservata .

Guarda dietro l’albero e vede una luce azzurra emanata da una un’ombra che infonde pace.

Non ha paura , sente in lei un tepore che le dona serenità .

Resta in silenzio ad ammirare quel essere celestiale .

 

 

 

 

 

Ancora Morte…

Perdonatemi , ma questa non si commenta …

Gronda sangue dal torchio antico

stille rosse di dolore e rabbia.

Nenie atroci nell’aria

che si ripetono incalzanti

di chi è stato derubato dell’amore.

Mura fanno eco allo strazio

alla disperazione.

Sui colli il vento allontana

gli urli solitari della morte.

Possibile che nulla si può fare?

Nessuno sente?

Nessuno porge mano

per salvar dal baratro chi

cerca nel sonno eterno

la soluzione?