100 parole per un’emozione

Miniesercizio 13 – Si sale?

Nella vita si sale e si scende, non è una novità. Si può andare molto in alto, cadere in basso, anche facendosi male.

Ma qualcuno guarda fuori dallo schema e mette a fuoco una dimensione più larga.

La foto seguente può essere un’ispirazione per l’esercizio di oggi. Un grattacielo e la luna.

Si tratta di capire la profondità dell’obiettivo visivo.

Oggi in sole 100 parole racconta di un bambino. Fin da piccoli cominciamo a guardare avanti e a pensare a dove vogliamo arrivare.

Racconta di questo bambino che si trova davanti alla vita e sogna il suo futuro.

Mammaaa!

Guarda quel disco argentato e, attraverso i goccioloni pieni di solitudine, lentamente prende le sue sembianze. Una parola amata illumina più dei raggi argentei nella notte: – Mamma! Poi esplode in un pianto tra mille singhiozzi e sussulti. Il destino era stato crudele con lui, gli aveva portato via il suo angelo, la sua mamma, senza preavviso.  Se n’era andata nel sonno mentre gli teneva la mano come ogni notte. Il piccolo guarda di nuovo la luna e grida più forte: – Mammaaa!   I suoi occhi velati vedono quello che desiderano un dolce sorriso di chi continuerà ad amarlo.

Due nuovi bonsai , racconti di 100 parole l’uno

Squarcio interdimensionale  

 

Il cigolio del cancello le risuonò familiare, camminò quasi a tentoni lungo il viale, poi su per la grande scalinata. Una sensazione di appartenenza a quel luogo le generava ansia, trovò sul ballatoio il grande portone di legno spalancato. Entrò titubante, il cuore le batteva in gola. Avanzò tra drappeggi e vecchi mobili del 1500. Sentiva voci provenire dal salone attiguo, varcò la soglia e fu investita dalla luce delle finestre, si voltò infastidita e vide il suo volto in un vecchio quadro. Di colpo antichi ricordi le abbracciarono il cuore e l’anima. Accanto, il ritratto dell’uomo dei suoi sogni.

L’alieno

Lo avevano sempre guardato come se fosse un alieno, forse lo era. Lui non si riconosceva nei suoi simili, troppe spigolature dolorose s’interponevano tra lui e gli altri. Amava sorridere al dio sole danzando al tam-tam della sua anima, amava abbracciare chi gli veniva incontro lungo la via, amava correre per sentire fratello vento baciarlo sino a togliergli il fiato, amava osservare la pelle bianca delle donne al fiume, amava urlare nella valle la sua gioia e la sua rabbia. Già, amava, ora è lì con lo sguardo fisso nel vuoto, perso in antichi ricordi che altri non potrebbero comprendere.