ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – Il volere dei Sapienti

Il sole bacia le loro corse spensierate, il profumo della natura incontaminata li avvolge in serafico stato.

Il torrente è vicino, Mara incita Ombra : – Vediamo chi arriva prima.

Il lupo la guarda, scodinzola la coda poi volge lo sguardo verso il gorgoglio ormai vicino.

Con un balzo inizia a correre, mentre Mara manifesta il suo disappunto per la velocità dell’amico.

Tutto è estasi, voli di rondini di una primavera senza tempo, farfalle dorate dal batter d’ali inverosimili, suoni argentini di acque limpide e gelide che solcano una terra fatata .

Si getta tra i fili d’erba inalando quei profumi più con l’anima che con l’olfatto.

Apre le sua braccia e le sue mani accarezzano i fiori e i fili d’erba, guarda il cielo azzurro, limpido.

Sente i battiti del suo cuore, accelerati sì, ma soavi per la gioia che le procurano all’anima.

Si sente viva, libera, serena. Dalle sue labbra escono poche parole : – Fermati tempo! Lascia che io

goda di questo attimo di comunione con l’infinito.

Ombra le lecca il viso svegliandola dai suoi dolci pensieri.

Si rialza, ma sente una presenza dietro di lei.

Di scatto si volta alzandosi in piedi. Il sole è svanito di colpo, nuvole nere incombono all’orizzonte.

Ombra è irrequieto, abbaia alla figura che si avvicina inesorabile e minacciosa.

Guarda a terra nella speranza di poter raccattare un pezzo di legno e improvvisarlo arma .

Occhi gelidi la scrutano dentro, non sa opporre barriere, il suo fido amico ringhia un passo davanti a

lei onorando la sua missione, proteggerla.

Alza lo sguardo sfidando quel essere che nulla ha di umano, sospesa nell’aria.

Le fattezze di una donna bellissima, ma senza anima.

Il viso è bianco come la morte; i capelli neri  svolazzano senza vento; gli occhi verdi e gelidi sono smeraldi incastonati in bianca porcellana senza espressione e senza tempo.

Le streghe delle fiabe di quando era bambina erano meno terrificanti di questa donna che donna non è. Tenta di muoversi, ma comprende di essere in balia del suo volere.

Solo la sua anima è libera. Avverte la sua uscita dall’ involucro immobile in cui si è fatta ridurre. Leggera la sua essenza guerriera si solleva consapevole del  potere divino insito nella sua natura e  si scaglia come furia su colei che la minaccia .

Una voce calma e profonda esorta alla ragione: – Non vengo per generare caos e morte. Fui mandata per portarti un messaggio da altre dimensioni. La tua luce non è fatta per attaccare, ma per amare.

Temo più il tuo amore che non  il tuo odio.

Mara, perderai Ombra lungo il cammino, lassù vogliono che tu vada per la tua strada senza bastoni, saranno le tue gambe a sorreggerti. Comprendi il messaggio? Nessuno ti potrà aiutare da questo momento sarai sola.

–          Non voglio rinunciare ad Ombra.

–          Devi ! Tutto è scritto nel grande libro dei Sapienti.

–          Cosa vuoi dire ?

–          Esiste un luogo, nella dimensione del non tempo, dove è custodito il libro dei Sapienti, scritto dalle Menti Superiori.

–          Sono stufa di fare sempre quello che altri decidono per me.

–          Mi dispiace!

–          Facile dire , difficile è vivere . Diglielo ai tuoi Sapienti ! – piange conscia che nulla potrà fermare ciò che è scritto.

Una folata di  vento dissolve l’immagine della donna messaggera, avverte la pesantezza del suo corpo fisico, rivolge lo sguardo al suo adorato amico.

–          Loro non vogliono che tu continui con me il tuo cammino. Prima mi affidano a te e ora – si abbassa , lo abbraccia accarezzando il suo pelo caldo. Ombra risponde alle sue manifestazioni d’affetto leccandole il viso, appoggia la sua zampa sul ginocchio piegato di Mara.

Il vento rinforza la sua forza dividendo i due amici.

–          Aspetta vento lascia che imprima nella mia mente il suo calore, la morbidezza del suo manto, la dolcezza del suo sguardo, ti prego fermati!- grida con tutta la rabbia sgorgata dal suo cuore.

–          Mara è giunto il tempo degli addii , mi dispiace figlia cara , ma devi lasciarlo andare . Il suo compito era accompagnarti nella vallata .

La voce del vento le entra nell’anima come un fendente al quale non può opporre più resistenza.

Si alzano contemporaneamente, Ombra la guarda con occhi languidi e tristi , avanza lentamente verso il bosco, si ferma voltandosi , la guarda dritto negli occhi  e di scatto inizia a correre. Mentre lei resta immobile, vorrebbe gridare forte il nome dell’amico, ma nessuna sillaba esce dalle sue labbra serrate.

–          Addio amico caro , non ti dimenticare di me – il suo pensiero vola ad accarezzarlo per l’ultima volta .

L’animale  quasi ascoltasse il suo pensiero , ferma la sua corsa , la riguarda  e volgendo il suo muso al cielo lancia il suo ululato d’addio.

Lei si lascia cadere a terra, affonda le dita tra i fili d’erba, il viso è riverso sul manto verde e le sue lacrime si fondono con le gocce di rugiada.

Il vento l’accarezza  e le sussurra – Forza rialzati devi trovare un posto sicuro per la notte che si avvicina .

Non ha le forze per rialzarsi, la sua disperazione è tale da annullare in lei il senso del tempo e il pianto la sfianca a tal punto da farla cadere in un profondo sonno.  Vagare nel mondo di Morfeo è  un prezioso dono, dove mille sentieri fanno dimenticare la via maestra, dura e inesorabile , ma sulla quale i passi devono lasciar le loro orme al passato, imprimere la terra nel presente proiettarsi nel futuro.

 

 

 

 

 

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ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE- L’Angelo

L’angelo

 

L’ombra avanza .

I  lineamenti sono quasi trasparenti,eterei, ma bellissimi.

Non ha mai ammirato tale bellezza in nessun essere umano.

Sente entrare in lei un flusso che scorre senza ostacoli , come un torrente in piena.

Avverte un lieve formicolio sulla sommità della testa ; porta la  mano, pensando  ad un piccolo  abitante del bosco caduto tra i suoi capelli , nulla.

Il flusso aumenta la  potenza e si insinua in ogni sua cellula.

Un’onda di vitalità dolcissima e unica è in lei.

Guarda le sue mani, emano un  lieve calore .

Un lupo solitario le si avvicina senza timore con testa china e la coda scodinzolate.

Resta allibita  da tali eventi fuori dal comune .

Nessuno le avrebbe creduto, neppure sua madre.

Davanti ai suoi occhi c’è una figura celeste , anche se non ha le ali, e un lupo mansueto come un cane.

Guarda il lupo.

La Paura esce allo scoperto :

– Ti tremano le gambe ?!

Sbraita mentre le altre ridono .

Davanti a lei ancora quelle streghe  .

Forse è vero sono presenti nella sua anima.

L’Angoscia rincara la dose :

– Sarà affamato .

Mentre la Disperazione le stringe le meningi , l’Amarezza prende in mano il suo cuore stringendolo in una morsa .

Sente le forze che stanno per lasciarla :

– Sei sola e nessuno ti potrà salvare.

La Solitudine ultima delle megere non resiste a stare zitta.

Invece sente l’energia presente in lei  fluire senza ostacoli e questo le evita di collassare.

Ora come per magia dalla sua scatola delle musiche solo voci angeliche, voci di bimbi , ma pur avendo le cuffie sente una voce melodiosa , ferma ,espandersi nel bosco .

– Lasciate colei che non vi appartiene e tornate nel buio delle tenebre.

Le sue mani emanano luce , luce azzurra che l’avvolge come un mantello proteggendola .

La Luce diventa bianca ,candida , provoca il dissolvimento improvviso delle  megere , le quali imprecano agitandosi tra i raggi luminosi.

Silenzio totale . Solo lei e l’ombra .

I suoi occhi l’accarezzano, non cammina sfiora la terra ,

non riesce a distinguere pienamente il corpo sembra offuscato da un velo .

-Non ti daranno più fastidio sono tornate nelle tenebre, bene ora dobbiamo parlare .

Siediti .

Si rende conto che quel essere non sta aprendo la bocca, le sue labbra abbozzano un dolce sorriso, ma lei sente la sua voce.

– Sei una brava osservatrice ti sto comunicando solo con l’energia del pensiero, noi siamo energia e tu lo sai .

Mara  il cammino è lungo e nulla ti sarà regalato .

Lui ti proteggerà .-  il suo sguardo si posa sul lupo disteso ai suoi piedi.

Lei non resiste più, ha mille domande che stanno invadendo il suo povero cervello .

La testa le sta scoppiando .

– Calma con i tuoi mille perché . Tutto ha un suo tempo .

Domani riprenderai il cammino , ma non sarai sola ora c’è lui accanto a te. Sarà la tua ombra , veglierà sui tuoi passi , sarà la tua forza .

Non  mi è concesso di stare molto , loro non vogliono devo andare.

Tutto avverrà è inevitabile , ma ricordati sei tu la vera artefice di questo viaggio .

Non perdere l’entusiasmo devi lottare per te stessa.

– Grazie chiunque tu sia. Laggiù su un libro ho letto “ Chi non lotta ha già perso “, non voglio perdere in partenza .

Mara mentre parla accarezza la testa di quel lupo fuori da comune.

E quel flusso d’energia passa senza problemi dal suo corpo a  quello dell’animale e viceversa  donandole una forza primordiale.

– Chi sei ? Come ti devo chiamare?

– Piccola non mi dovrai chiamare io sono sempre con te , anche se i tuoi occhi non mi vedono , parla  al tuo cuore e io ti risponderò . Mente Divina mi ha destinato sul tuo cammino .

Lo guarda con tutto l’amore che ha dentro e cerca d’imprimere quell’ombra nei suoi occhi, nel suo cuore.

Intuisce che questo incontro non sarà l’ultimo , ma dovrà passare molto  tempo prima di rivedere il suo Angelo .

La Luce implode in un minuscolo punto luminoso per poi svanire nel buio.

Non si è accorta del calare della notte.

E’ serena, si accovaccia tra un incavo della roccia e il tronco di un albero .

Abbraccia il lupo il suo calore non le farà sentire il gelo.

Alza lo sguardo verso la luna e si abbandona al mondo dei sogni .

Il domani è oggi una preoccupazione inutile per lei .

 

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – La lacrima

Lacrima


Sente la fatica per quella salita, il terreno è impervio .
Si ferma per riprendere il fiato , si guarda intorno.
Il paesaggio le ricorda un parco montano, sono memorie dolci e lontane.
Non deve farsi prendere dall’emozioni deve pensare al traguardo .
Riprende, affonda il passo ; l’aria comincia ad essere rarefatta .
La musica è in lei, circola in ogni cellula come l’ossigeno .
In questo viaggio ha rinunciato a tutto , ma non alla scatola magica.
Un piccolo scrigno pieno di mille emozioni costruite con le note degli esperti folletti del pentagramma, abbinate a immagini e visioni conosciute solo dalla sua anima .
Non aveva condiviso con nessuno i sentimenti del suo cuore, soltanto un’ombra era riuscita ad insinuarsi nella sua essenza .
Da oltre un anno viveva in lei come parte integrante, era là come un fantasma in un castello .
Molte volte si era illusa di poter fare a meno di quella presenza , ma i suoi contorni familiari, presentandosi alla sua anima, la avvolgevano in sensazioni di antiche beatitudini, di serenità e d’ angoscia .
Avverte anche ora la sua presenza e con serenità parla al vento:
– Vattene !Lasciami andare via. Non è forse questo quello che volevi ? Prima arrivi , avvolgi , abbracci con soffi infiniti , ma al tempo stesso usurpi , aspiri vitalità senza ritegno; lance nel cuore stillano dolori , lance nel cervello ricordano che tu esisti . Povero cervello super-razionale ignaro del tuo potere diabolico e angelico . Giudichi senza sapere quello che sento ! Dimentichi che io esisto, che sono !
Per te sono un luogo dove puoi affondare i tuoi colpi liberando le tue forze oscure . Mi accusi di tramare contro di te , magari avessi tali poteri !
Si meraviglia nel sentire la sua voce trasformata in eco e comprende quanto dolore ha nelle anse del suo essere.
Poi sente come una esplosione dentro la sua anima e infine un secco silenzio .
Una lacrima scende lenta, brilla sotto il sole che è ormai alto nel cielo.
La raccoglie sul palmo della mano in quella piccola goccia c’è chi viveva in lei da sempre , da un anno , da un giorno. Non importa, ora non c’è più.
Porge la mano al vento, i suoi soffi leggeri disperdono quella goccia amara in infinite lacrime .
Adesso può continuare il suo cammino , sa che avrà il vuoto nell’anima , ma così è scritto da qualche parte in un libro antico che solo ad Uno è permesso di vedere , leggere, cancellare ,mutare , possedere.
Si volta. Vede l’ombra dissolversi al sole , il cuore avverte il freddo della morte , ma non c’è più tempo per pensare.

La strada è lunga .