Facebook mi ha fatto ritrovare un racconto che ho scritto il 25 settembre 2011 che farei bene a tenerlo a mente per non dimenticare…che il più bel sogno è il sogno di sognare!

                                                                              Il sogno dei sogni
il sogno di sognare
Seduta davanti al mare inspira ogni molecola di brezza frizzante, quasi ansimando, mentre le mani affondano in quella miriade di granelli, inerti vittime della sua rabbia.
I suoi sogni sono svaniti come gli onirici eventi al sorgere del sole, inutile è la speranza di ritrovare uno dei suoi desideri .
Lontane sono le voci della gente , alti gli schiamazzi dei gabbiani.
Poi le nuvole aprono il loro sipario e un prepotente raggio di sole la illumina e le riscalda il cuore.
-Non posso smettere di sognare , sarei inutile su questa terra. – sussurra lasciando che il vento le rubi le parole.
Apre gli occhi annegati nel salato delle lacrime, gira la testa verso il vociare.
Un’ombra le grida : – Vuoi venire a giocare con il mio aquilone?- Si asciuga con il dorso delle mani, davanti a lei un sorriso dolcissimo .
– Guarda com’è bello il mio aquilone va verso le nuvole , dove ci sono i sogni dei bambini . Lassù c’è anche il mio, diventare medico per andare in Africa e il tuo ?- chiede impertinente la vocina angelica.
– Il mio sogno? Tornare a sognare.
Sorride, inizia a seguire l’evoluzioni di quel pezzo di carta colorata in mezzo ai gabbiani, fa un grande respiro e il suo cuore riprende a battere il tam – tam della speranza.

Solo 222 parole per un’emozione .

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LUCE D’AMBRA SU ANINOT

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Aninot è Tonina al contrario, é un racconto scritto nel 2008 in un periodo buio della mia vita. Avevo superato da poco un infarto e dovevo riprendere il cammino. Grazie a Dio ci sono riuscita … E ora ho l’onore di leggere le mie parole tra le pagine di “Up!”un fantastico  magazine bimestrale di cultura e d’opinione di Lecce. 

Grazie Up!

Ecco il testo originale scritto il 28 febbraio 2008 , inizialmente nel titolo il mio nome era anagrammato , poi l’ho scritto al contrario.

Luce d’ambra su Aninot

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La guerriera ha l’arco nel fango, il suo scudo ammaccato e a terra lontano e lei non ha la forza per riprenderlo.

Gli altri avanzano contro l’accampamento di Achille, nessuno si e accorto che Aninot è rimasta indietro, disarcionata dal suo fedele compagno fuggito via a briglie sciolte verso la radura .

Tutto le sembra offuscato; la ferita tra le costole le fa male ha perso troppo sangue e le forze iniziano a venir meno.

I capelli maceri di sudore sono appiccicati sul volto trasfigurato dal dolore.

Invoca la clemenza degli dei e a lei sua protettrice implora di morire non da codarda:

– Oh Diana dammi la tua forza. Ridona potenza al mio arco. Fa’ che non muoia senza l’onore delle armi.

La vista le si annebbia, l’arsura della morte le rende difficile il respiro.

Non vuole cedere il passo al volere degli inferi .

Stringe i pugni, serra i denti e anche se il suo corpo trema come un fuscello alza la testa e guarda con i suoi occhi neri il cielo .

Un piccolo raggio buca le nuvole e illumina il suo portafortuna, un pezzo di resina d’ambra .

Un dono fattole dal padre quando partì dalle sponde del Mar Nero, in Cappadocia.

La luce dorata le illumina il viso e sente entrare in lei una forza divina .

Appoggia le mani nel fango e si rialza.

Un nitrito la fa sorridere , Mesithos le si avvicina abbassando il capo e scuotendo la sua nera criniera.

Recupera lo scudo e l’arco, raccogliendo le poche forze sale sul suo destriero .

Il sole squarcia le nuvole donando il tepore dei suoi raggi .

Aninot alza il suo arco per ringraziare gli dei .

La vita le è ancora amica, lancia il suo cavallo al galoppo, non ha tempo deve andare, prima che Atropo recida il suo filo .

Va’ guerriera , vai e scrivi il tuo nome nell’illusione di questo tempo.