AMARE L’AMORE

15/06/2007
AMARE L’AMORE

Ascoltando “ DOVE” di EDUARDO DE CRESCENZO

una dolce canzone che chiede: “… Dove sei mio grande amore?..”

domanda che tutti ci siamo posta una volta nella vita.

Questo post è un dono a tutti noi che scriviamo fiumi di parole perchè innamorati dell’AMORE. 

 

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Ti amo e tu lo sai , vivi da sempre in me , nei miei sogni , nelle mie fantasie mai confessate neppure a me stessa.

Sei l’amore vero che si scrive una sola volta nel cuore e comunque vada resta per l’eternità impresso a fuoco, indelebile e mai nessuno lo potrà cancellare.

Un amore senza tempo, senza nome, senza inizio e senza fine.

Un amore che fa sognare , fa volare, un amore da fiaba, da principe azzurro, da mille e una notte.

L’amore grande dove vige solo il donare senza nulla chiedere in cambio.

L’amore come dono di sé stessi nelle mani dell’altro sicuri di essere trattati come tesori unici da custodire, da proteggere, da amare.

Amo te, te solo perché sei scritto nel mio cuore da sempre, amo te che vivi nella mia anima con la quale condividi il tutto e il nulla.

Amore mio lo so che non esisti, ma io ti amo.

Solo per te ha senso sussurrare …Ti amo.

Scrivo fiumi di parole e la musica mi porta nel tuo mondo.

Un mondo di cristallo nel profondo del mio cuore matto.

Ti vedo , ti sento, ti accarezzo, ti amo… sei l’amore essere impalpabile , irreale che spingi schiere di poeti a immortalarti le loro anime inquiete come la mia.

Ti amo, amore sei in me , vivi con le mie parole , sorridi del mio candido sentimento da bambina.

Accarezzi il mio cuore e gioisci ai suoi sobbalzi per te fantasma fatato senza tempo .

Sorridi dolce pirata del mio cuore.

Chi ama non ha bisogno di una semplice foto per vedere il volto dell’amore.

Non deve chiudere gli occhi per assaporare un bacio, sentire l’ebbrezza di un caldo abbraccio.

Vede , sente, assapora , custodisce in sé l’amore .

L’amore va al di là di un semplice corpo che il tempo deteriora, non può morire con una vita va oltre.

Mani che mai si lasceranno , essenze che sempre sentiranno quel sentimento che vive in due cuori destinati a pulsare all’unisono perché di una sola anima.

Due esseri che si amano lo fanno una sola volta in tutta la loro esistenza fatta da più vite.

Non ti vedo , ma sei qui ;

non ti posso abbracciare,

ma  le tue braccia mi avvolgono,

le mie labbra non sfioreranno mai più le tue ,

ma battiti d’ali mi dicono

che tu mi stai baciando.

Vortici ascensionali

inglobano essenze

verso il cielo .

Musiche celestiali

riempiono lo spazio

incantando chi vuol udire

le melodie dell’amore.

 

Ti amo amore, le mie parole le dono al vento , ma tu resti incatenato alla mia anima .

Anima di donna che ti ha stregato ieri, per  averti oggi e non perderti domani.

Per San Valentino: QUATTORDICI FEBBRAIO DI UN ANNO.

                                                                                          QUATTORDICI FEBBRAIO DI UN ANNO.

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È sola nella sua stanza in penombra, i raggi del sole bruciano sulla sua pelle arida.  L’unica  compagna la musica che le  tende la mano per accompagnarla in angusti viottoli di un tempo dissolto nel nulla.  Un intenso

 odore di bosco s’insinua nel suo io viandante di mondi lontani, chiusi a doppia mandata per non sopportare, ancora,  dolore lacerante per quel amore . È vivo il ricordo del suo addio , mentre annaspava con il respiro lento l’aria di bosco , umido carico di odori forti . L’istinto la spinge a strofinarsi il naso, quasi a cancellare quel ricordo olfattivo . Affonda le unghie nel cuscino, lo sguardo è fisso sulla foto fatta  a Castagneto Carducci , era felice . Le lacrime scendono senza deroga offuscando la vista di quel momento di amore intenso . Oggi per Aurora è un giorno da sradicare dalle pagine dei calendari. Un tempo attendeva il quattordici febbraio con il sorriso esternazione della sua voglia di vivere. Ora si stringe nello scialle dell’apatia , del non essere , del non esistere . La musica la stordisce cullandola, le palpebre si arrendono serrando il suo mondo a quel sole impertinente che vuole accarezzarla. Il reale e l’irreale si fondono in una danza al di fuori di ogni schema logico. Si specchia in quegli occhi amati , lentamente le loro labbra tornano a infiammare il suo cuore desideroso d’amore. Bisbiglia il suo nome in quello spazio senza prima ne dopo, senza pareti , senza soffitto , senza orizzonti.  Quel bacio di miele le lascia l’amaro del veleno che ingoia riconoscendolo come medicina del suo cuore degli ultimi mesi.  Si sveglia dal suo torpore sgranando gli occhi nel vuoto. Il sudore freddo degli incubi la possiede. Urla un no al destino, al dolore che è impiantato nell’anima . Si alza di scatto, va verso il bagno , una doccia calda l’aiuterà a ritrovare la calma. Uno squillo si erge sulla musica lieve dello stereo: – Pronto.   Il silenzio è la risposta dall’altra parte della cornetta, poi un “ciao” detto dall’unica persona in grado di donarle la medicina al suo tormento le fa tremare la voce :- Ciao come stai?  Chissà se Aurora tornerà a sorridere il quattordici febbraio.