Poesia di colori per : Paolo Brioschi, Rita Somaschi e Virna Danieli

Dal Tacco d’Italia il mio augurio vola da voi: Paolo, Rita e Virna.

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Poesia di colori

 

Vola leggiadra dove

il profumo d’erba ti coccolò bambina

ad ammirare finestre aperte di anime

a te amiche.

Accarezza le fattezze morbide e delicate

che mani sapienti

hanno donato al mondo

nel nome dell’arte.

Dissolvi il tuo essere

negli attimi colti dallo scatto

che va oltre gli orizzonti

tangibili della materia.

Assorbi e gioisci dell’energia dei colori,

graffi dell’estro di chi ha intrapreso

il cammino tra pennelli e spatole

ascoltando il cuore.

Tutto questo è poesia…

Poesia di colori.

Per San Valentino: QUATTORDICI FEBBRAIO DI UN ANNO.

                                                                                          QUATTORDICI FEBBRAIO DI UN ANNO.

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È sola nella sua stanza in penombra, i raggi del sole bruciano sulla sua pelle arida.  L’unica  compagna la musica che le  tende la mano per accompagnarla in angusti viottoli di un tempo dissolto nel nulla.  Un intenso

 odore di bosco s’insinua nel suo io viandante di mondi lontani, chiusi a doppia mandata per non sopportare, ancora,  dolore lacerante per quel amore . È vivo il ricordo del suo addio , mentre annaspava con il respiro lento l’aria di bosco , umido carico di odori forti . L’istinto la spinge a strofinarsi il naso, quasi a cancellare quel ricordo olfattivo . Affonda le unghie nel cuscino, lo sguardo è fisso sulla foto fatta  a Castagneto Carducci , era felice . Le lacrime scendono senza deroga offuscando la vista di quel momento di amore intenso . Oggi per Aurora è un giorno da sradicare dalle pagine dei calendari. Un tempo attendeva il quattordici febbraio con il sorriso esternazione della sua voglia di vivere. Ora si stringe nello scialle dell’apatia , del non essere , del non esistere . La musica la stordisce cullandola, le palpebre si arrendono serrando il suo mondo a quel sole impertinente che vuole accarezzarla. Il reale e l’irreale si fondono in una danza al di fuori di ogni schema logico. Si specchia in quegli occhi amati , lentamente le loro labbra tornano a infiammare il suo cuore desideroso d’amore. Bisbiglia il suo nome in quello spazio senza prima ne dopo, senza pareti , senza soffitto , senza orizzonti.  Quel bacio di miele le lascia l’amaro del veleno che ingoia riconoscendolo come medicina del suo cuore degli ultimi mesi.  Si sveglia dal suo torpore sgranando gli occhi nel vuoto. Il sudore freddo degli incubi la possiede. Urla un no al destino, al dolore che è impiantato nell’anima . Si alza di scatto, va verso il bagno , una doccia calda l’aiuterà a ritrovare la calma. Uno squillo si erge sulla musica lieve dello stereo: – Pronto.   Il silenzio è la risposta dall’altra parte della cornetta, poi un “ciao” detto dall’unica persona in grado di donarle la medicina al suo tormento le fa tremare la voce :- Ciao come stai?  Chissà se Aurora tornerà a sorridere il quattordici febbraio.