Non vi è eco …

Non vi è eco …

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Granelli di sabbia tra le mani

scivolano come i giorni

di una vita in bianco e nero.

Tempo senza colori scorre

è l’ennesima pellicola di film muto,

dove le parole sono chiuse

tra le pagine di un libro mai letto.

Il silenzio e il grigio sono despoti

incontrastati di questa esistenza,

la luce è un fievole lumicino.

La speranza diventa bastone

per passi incerti nel buio della solitudine.

Non vi è eco che fa compagnia

lungo questa miserabile via.

Non vi è eco …

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Solo vuoto!

Solo vuoto!

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Caduta libera  nel nero profondo

del non essere .

Maschere cerulee senza espressione

celano la putrefazione

della vigliaccheria apatica e qualunquista

di chi fugge davanti ai riflessi dell’anima.

Mentre i giorni, cloni :

senza sogni, senza speranze,

senza “se” e neppure un titubante “ma”,

sfilano inamidati sul palcoscenico

di questa vita.

Grida voce afona,

nessuno sente, ne vuol sentire

quelle onde concentriche dell’essere

destinate al silenzio infinito.

Vuoto nel nero profondo

del non essere .

Solo silenzio  e vuoto!

La forza silenziosa

 

Principe del suo cuore il gelo della rabbia, poi dal buio di un destino arido una mano, aperta, pronta

a stringere la sua nel silenzio di uno scenario infinito e sconosciuto.

Si ritrae, la paura le attanaglia l’anima, fugge sperando di potersi nascondere.

Non c’è scampo, per chi è chiamato a guardare dentro al pozzo senza fondo dell’immenso.

Come un animale in gabbia corre, a destra e a manca, sfinita si ferma sul ciglio del sentiero della

vita, attende in silenzio.

Il suo respiro affannoso le diventa familiare e scandisce il trascorrere dell’attesa.

Un soffio di vento leggero, come una carezza e altre mani aperte le danno sostegno.

Riprende il cammino confusa, incerta, ma sente che deve continuare su quel sentiero.

Il capo è chino, pesante fardello carico di: se, ma, perché.

Una stretta intensa le dona la forza di alzare lo sguardo, per vedere l’orizzonte.

Si guarda intorno non è sola in quel viaggio, sorride ad altri sorrisi.

Non parole, sarebbero inutili, solo presenze avvolgenti che riscaldano la sua anima inquieta.

Il calore che è dentro di lei s’irradia oltre le barriere del visibile con un fresco profumo di fresie.

Ora nessuna mano l’accompagna, ha ritrovato la forza silenziosa del suo essere, piccola parte

infinitesimale della Luce Suprema.

Il suo incedere è leggero, il suo sorriso è un dono che deve elargire, senza sperare in un altro sorriso.

Eppure ci sono intorno altri sorrisi, espressione di una linfa purissima, che è riuscita a trasformare la più piccola delle sue cellule.

Il cammino continua, verso la fonte della forza, con nuova speranza nel cuore e con la gioia di comprendere l’importanza dei suoi passi, non ieri, non domani, ma Ora.