C’è ancora tempo per un magico sogno

tramonto donna

Cercare nei ricordi versi pensati, ma mai scritti.

Cercare, invano, tinte policrome

nel grigiore del nulla.

Cercare tra effigi sbiadite, nel tunnel del passato,

per trovare nuova forza ad affrontare il domani.

Eppure solo un attimo fa

il cielo era azzurro, lunghi capelli svolazzavano al vento della vita.

E voi sogni in quale anfratto siete svaniti?

L’istinto della sopravvivenza ha avuto la meglio

sui colori delle dimensioni oniriche.

I conti sono presto fatti,

il tempo inesorabile è passato

l’orizzonte si è tinto dei colori del dì pronto a cedere il passo alla luna,

ma anche il tramonto è degno d’essere scenario di mille sogni.

che sa di domani.

Annunci

Facebook mi ha fatto ritrovare un racconto che ho scritto il 25 settembre 2011 che farei bene a tenerlo a mente per non dimenticare…che il più bel sogno è il sogno di sognare!

                                                                              Il sogno dei sogni
il sogno di sognare
Seduta davanti al mare inspira ogni molecola di brezza frizzante, quasi ansimando, mentre le mani affondano in quella miriade di granelli, inerti vittime della sua rabbia.
I suoi sogni sono svaniti come gli onirici eventi al sorgere del sole, inutile è la speranza di ritrovare uno dei suoi desideri .
Lontane sono le voci della gente , alti gli schiamazzi dei gabbiani.
Poi le nuvole aprono il loro sipario e un prepotente raggio di sole la illumina e le riscalda il cuore.
-Non posso smettere di sognare , sarei inutile su questa terra. – sussurra lasciando che il vento le rubi le parole.
Apre gli occhi annegati nel salato delle lacrime, gira la testa verso il vociare.
Un’ombra le grida : – Vuoi venire a giocare con il mio aquilone?- Si asciuga con il dorso delle mani, davanti a lei un sorriso dolcissimo .
– Guarda com’è bello il mio aquilone va verso le nuvole , dove ci sono i sogni dei bambini . Lassù c’è anche il mio, diventare medico per andare in Africa e il tuo ?- chiede impertinente la vocina angelica.
– Il mio sogno? Tornare a sognare.
Sorride, inizia a seguire l’evoluzioni di quel pezzo di carta colorata in mezzo ai gabbiani, fa un grande respiro e il suo cuore riprende a battere il tam – tam della speranza.

Solo 222 parole per un’emozione .

Voli…

Voli nell’aria rarefatta dai sogni impossibili

accarezzano l’anima

facendo battere un cuore dormiente e stanco.

Planare guardando orizzonti sconosciuti

estasi di verità

mai ricercate nell’apatia

di chi indossa un abito non suo

e guardandosi allo specchio

non si riconosce,

resta immobile

attendendo una scintilla

che forse nessuno accenderà.

Voli, voli liberi e lontani

nella solitudine del proprio essere

verso quella luce che nessuna nuvola

mai oscurerà.

Capodanno

Capodanno

 sfera-di-colori

Mille speranze legate ai palloncini dei sogni

volano verso il cielo infinito.

Il possibile danza  nella sfera del futuro

lasciando incantevoli iridescenze

dalle sfumature sgargianti.

Oggi tutto è possibile

il dipanarsi del tempo

tra tenebre e luce

permetterà alle ombre

di generare presenze palpabili

e il futuro diverrà presente.

Oggi , la speranza

abbraccia e riscalda il cuore

in un sorriso cheto di chi

conscio del tempo che lo attende

dipinge  il domani con i suoi acquerelli.

Cambio di rotta

 

Perchè ci sono gruppi pieni di sapientoni , tutto sanno , tutti scrittori o critici . Siamo buoni solo a giudicare.

Gli esordienti devono fare questo , gli esordienti devono fare quest’altro, troppi puntini di sospensione , troppo di quello meno di questo .

Felice di non essere scrittrice!!! e ne metto anche un altro !

Qui mi sento libera di farlo , qui posso essere me stessa ♥

La poesia  deve seguire una metrica non la deve seguire .

Sono felice di aver deciso di cambiare rotta alla mia vena artistica , si perchè quella so di averla, torno ai colori e alle parole lasciate in una parte del web che forse nessuno vedrà , ma sarò liberaaaaaaaaaa.

Aveva ragione un caro amico che non c’è più , allontanandoci dai nostri blog ci omologhiamo .

Torno a volare da sola , senza voler pretendere di pubblicare , io scrivo per me , sarà sbagliato ?

Non m’importa. Come dicevi tu , devo fare un po’ di pulizia sulla mia bacheca , tanto gli amici veri ti raggiungono anche per altre vie se hanno bisogno o se ti vogliono sentire .

Cambio di rotta

Tra pennelli e colori,

escrescenze dell’anima

per custodire messaggi

di questa realtà irreale.

Le parole tornano al vento

non appartengono più

a questo cuore sognatore.

Dai silenzi nuovi cieli

nuovi orizzonti

per chi cerca l’altrove.

Non fogli saranno

gabbiani, ma

le tele pronte a diventar vele

dell’anima .

Sentenziato il verdetto

riposti inutili sogni nel cassetto

questo cuore inizia

la nuova scalata.

Ora la rotta è cambiata …

Due nuovi bonsai , racconti di 100 parole l’uno

Squarcio interdimensionale  

 

Il cigolio del cancello le risuonò familiare, camminò quasi a tentoni lungo il viale, poi su per la grande scalinata. Una sensazione di appartenenza a quel luogo le generava ansia, trovò sul ballatoio il grande portone di legno spalancato. Entrò titubante, il cuore le batteva in gola. Avanzò tra drappeggi e vecchi mobili del 1500. Sentiva voci provenire dal salone attiguo, varcò la soglia e fu investita dalla luce delle finestre, si voltò infastidita e vide il suo volto in un vecchio quadro. Di colpo antichi ricordi le abbracciarono il cuore e l’anima. Accanto, il ritratto dell’uomo dei suoi sogni.

L’alieno

Lo avevano sempre guardato come se fosse un alieno, forse lo era. Lui non si riconosceva nei suoi simili, troppe spigolature dolorose s’interponevano tra lui e gli altri. Amava sorridere al dio sole danzando al tam-tam della sua anima, amava abbracciare chi gli veniva incontro lungo la via, amava correre per sentire fratello vento baciarlo sino a togliergli il fiato, amava osservare la pelle bianca delle donne al fiume, amava urlare nella valle la sua gioia e la sua rabbia. Già, amava, ora è lì con lo sguardo fisso nel vuoto, perso in antichi ricordi che altri non potrebbero comprendere.

Basta non c’è più tempo!

Ricerca di dorati riflessi

in antichi specchi.

Carezze del vento su nobili

legni intarsiati, mentre l’essere

spera di scorgere vaghe sfumature

di un passato custodito

nel abisso dei pensieri.

Incognite esplodono

divorando sogni

pronti all’implosione

dei propri colori.

Lacere membra

sussultano al sale delle stille

che si lasciano guidare dalla legge di gravità.

Basta , riposti in un umile cassetto

sogni e speranze, resta vagar senza metà

non vi è ragione di cercare la fine di un tempo

scaduto da tempo, mentre guardando il cielo

si attendeva che arrivasse il giusto tempo.

Basta non c’è più tempo!

Solo un incubo o realtà?

Sente una strana sensazione nel corpo, guarda la madre allontanarsi per raggiungere la cucina. Improvvisamente la testa è pesante, ha la sensazione di dilatarsi, mentre mani invisibili le stritolano il cuore . Ha fame d’aria, un timore la pervade :- E’ giunta la mia ora.
Non vuole morire, non è giusto, lei ha solo vegetato, non ha vissuto la sua vita.
Grida, ma un flebile soffio esce dalle sue labbra:- Mamma vieni sto male. Mamma!
Apre la porta, le forze la stanno abbandonando.
Quella mamma invocata entra con fare superficiale, le consiglia di andare a dormire ed esce sbattendo la porta.
-Non è possibile! La mia mamma non mi avrebbe trattato così! Dove sono e dove sto andando? In quale realtà sono finita? Non è la mia vita!
Il dolore al petto le ricorda l’infarto avuto l’anno prima.
Si trascina verso la scrivania, torna indietro di pochi passi, il viso riflesso nello specchio non è il suo : -Che mi succede Dio mio? Ho i capelli, tutti bianchi. -Mamma vieni ti prego!
– Cosa vuoi ancora?- le chiese con tono scocciato.
– Guarda, ho i capelli tutti bianchi.
-Domani vai dal parrucchiere e li tingi.
-Mamma, ma ti rendi conto? Solo pochi secondi fa erano neri!
Comprende di parlare alle pareti , perché lei è già in cucina.
– Non sei la mia mamma! Dio mio aiutami , ti prego!
L’angoscia è dentro la sua anima. Poi un bagliore…
Le pareti della stanza si dissolvono come carta bruciata da fiamme invisibili. Sopra di lei, un cielo plumbeo s’illumina al chiarore dei fulmini. S’accascia a terra, sente la vita uscire dal suo corpo. Il dolore al cuore è forte, tutto è grigio, cupo, una lacrima scende silenziosa. Non riesce a muoversi, solo la sua mente parla al vento dell’impossibile lasciando mille domande .
-Perché devo morire sola? Perché devo vedere il cielo in tempesta e non il colore degli occhi di chi amo e che ho avuto in grembo? Non voglio morire sola. E’ la fine! Si lascia travolgere dal dolore, dalla morte. Il buio è padrone dei suoi occhi.
Si sveglia, un leggero dolore allo sterno le rende faticoso il respiro, ma sorride riconoscendo la camera, stringe con forza le lenzuola.
-Sono viva! Ho ancora tempo da vivere. Chissà dove sono stata ? Forse la mia vita si è incrociata con l’esistenza di un’altra Mara, in una dimensione parallela.
Dio mio ti ringrazio è stato solo un incubo … Ma sarà stato veramente un incubo ?