Piangi cielo…

i miei amori

Si spengono le luci

torna la penombra

di una vita senza sole.

Andare giorno dopo giorno

ingurgitando  surrogati,

flebili ombre di tempi

ormai lontani.

Piangi cielo

piangi anche per chi

non può versare lacrime,

non gli è concesso.

Stridii nel cuore ,

morsa che toglie l’aria ,

naufrago tra foto e ricordi

mondo in cui trovar ristoro.

Piangi cielo

piangi anche per chi

non può versare lacrime,

non gli è concesso.

È tempo del cammino

È tempo del cammino

La mia anima errante

La mia anima errante

Sciolti nodi dalla trama della vita

lascia libero di andare chi

volge lo sguardo verso

i colori del domani.

Petali di antichi profumi

dispersi nel vento infinito.

Tutto ha un tempo

ora è tempo di andare senza voltarsi.

Mentre alle spalle

la luce si affievolisce

sul cammino è alto il sole.

Ora è tempo del cammino

senza mani amiche

senza occhi in cui specchiarsi.

ALLA RICERCA DEL TASSELLO MANCANTE – Il volere dei Sapienti

Il sole bacia le loro corse spensierate, il profumo della natura incontaminata li avvolge in serafico stato.

Il torrente è vicino, Mara incita Ombra : – Vediamo chi arriva prima.

Il lupo la guarda, scodinzola la coda poi volge lo sguardo verso il gorgoglio ormai vicino.

Con un balzo inizia a correre, mentre Mara manifesta il suo disappunto per la velocità dell’amico.

Tutto è estasi, voli di rondini di una primavera senza tempo, farfalle dorate dal batter d’ali inverosimili, suoni argentini di acque limpide e gelide che solcano una terra fatata .

Si getta tra i fili d’erba inalando quei profumi più con l’anima che con l’olfatto.

Apre le sua braccia e le sue mani accarezzano i fiori e i fili d’erba, guarda il cielo azzurro, limpido.

Sente i battiti del suo cuore, accelerati sì, ma soavi per la gioia che le procurano all’anima.

Si sente viva, libera, serena. Dalle sue labbra escono poche parole : – Fermati tempo! Lascia che io

goda di questo attimo di comunione con l’infinito.

Ombra le lecca il viso svegliandola dai suoi dolci pensieri.

Si rialza, ma sente una presenza dietro di lei.

Di scatto si volta alzandosi in piedi. Il sole è svanito di colpo, nuvole nere incombono all’orizzonte.

Ombra è irrequieto, abbaia alla figura che si avvicina inesorabile e minacciosa.

Guarda a terra nella speranza di poter raccattare un pezzo di legno e improvvisarlo arma .

Occhi gelidi la scrutano dentro, non sa opporre barriere, il suo fido amico ringhia un passo davanti a

lei onorando la sua missione, proteggerla.

Alza lo sguardo sfidando quel essere che nulla ha di umano, sospesa nell’aria.

Le fattezze di una donna bellissima, ma senza anima.

Il viso è bianco come la morte; i capelli neri  svolazzano senza vento; gli occhi verdi e gelidi sono smeraldi incastonati in bianca porcellana senza espressione e senza tempo.

Le streghe delle fiabe di quando era bambina erano meno terrificanti di questa donna che donna non è. Tenta di muoversi, ma comprende di essere in balia del suo volere.

Solo la sua anima è libera. Avverte la sua uscita dall’ involucro immobile in cui si è fatta ridurre. Leggera la sua essenza guerriera si solleva consapevole del  potere divino insito nella sua natura e  si scaglia come furia su colei che la minaccia .

Una voce calma e profonda esorta alla ragione: – Non vengo per generare caos e morte. Fui mandata per portarti un messaggio da altre dimensioni. La tua luce non è fatta per attaccare, ma per amare.

Temo più il tuo amore che non  il tuo odio.

Mara, perderai Ombra lungo il cammino, lassù vogliono che tu vada per la tua strada senza bastoni, saranno le tue gambe a sorreggerti. Comprendi il messaggio? Nessuno ti potrà aiutare da questo momento sarai sola.

–          Non voglio rinunciare ad Ombra.

–          Devi ! Tutto è scritto nel grande libro dei Sapienti.

–          Cosa vuoi dire ?

–          Esiste un luogo, nella dimensione del non tempo, dove è custodito il libro dei Sapienti, scritto dalle Menti Superiori.

–          Sono stufa di fare sempre quello che altri decidono per me.

–          Mi dispiace!

–          Facile dire , difficile è vivere . Diglielo ai tuoi Sapienti ! – piange conscia che nulla potrà fermare ciò che è scritto.

Una folata di  vento dissolve l’immagine della donna messaggera, avverte la pesantezza del suo corpo fisico, rivolge lo sguardo al suo adorato amico.

–          Loro non vogliono che tu continui con me il tuo cammino. Prima mi affidano a te e ora – si abbassa , lo abbraccia accarezzando il suo pelo caldo. Ombra risponde alle sue manifestazioni d’affetto leccandole il viso, appoggia la sua zampa sul ginocchio piegato di Mara.

Il vento rinforza la sua forza dividendo i due amici.

–          Aspetta vento lascia che imprima nella mia mente il suo calore, la morbidezza del suo manto, la dolcezza del suo sguardo, ti prego fermati!- grida con tutta la rabbia sgorgata dal suo cuore.

–          Mara è giunto il tempo degli addii , mi dispiace figlia cara , ma devi lasciarlo andare . Il suo compito era accompagnarti nella vallata .

La voce del vento le entra nell’anima come un fendente al quale non può opporre più resistenza.

Si alzano contemporaneamente, Ombra la guarda con occhi languidi e tristi , avanza lentamente verso il bosco, si ferma voltandosi , la guarda dritto negli occhi  e di scatto inizia a correre. Mentre lei resta immobile, vorrebbe gridare forte il nome dell’amico, ma nessuna sillaba esce dalle sue labbra serrate.

–          Addio amico caro , non ti dimenticare di me – il suo pensiero vola ad accarezzarlo per l’ultima volta .

L’animale  quasi ascoltasse il suo pensiero , ferma la sua corsa , la riguarda  e volgendo il suo muso al cielo lancia il suo ululato d’addio.

Lei si lascia cadere a terra, affonda le dita tra i fili d’erba, il viso è riverso sul manto verde e le sue lacrime si fondono con le gocce di rugiada.

Il vento l’accarezza  e le sussurra – Forza rialzati devi trovare un posto sicuro per la notte che si avvicina .

Non ha le forze per rialzarsi, la sua disperazione è tale da annullare in lei il senso del tempo e il pianto la sfianca a tal punto da farla cadere in un profondo sonno.  Vagare nel mondo di Morfeo è  un prezioso dono, dove mille sentieri fanno dimenticare la via maestra, dura e inesorabile , ma sulla quale i passi devono lasciar le loro orme al passato, imprimere la terra nel presente proiettarsi nel futuro.

 

 

 

 

 

Poesia senza titolo

A tutte quelle mamme che donano la loro vita ai loro angeli senza ali

Poesia senza titolo

La mente vaga , trasportata dalle note . Le dita danzano in un frenetico ticchettio sulla tastiera del computer e sullo schermo compaiono versi , lampi di battiti del cuore. Il dolore e l’angoscia fuoriescono dal suo essere per attorcigliarsi come liane su quel foglio virtuale. Mentre la rabbia si avvinghia negli aggettivi più feroci. Sente diminuire il peso del fardello che l’opprime . Arresta il suo incedere tra le parole , toglie gli occhiali e sprofonda sullo schienale della poltrona dove è seduta da ore, per non fare rumore .
Si abbandona a una calma apparente, chiude gli occhi e si lascia trasportare dai ricordi che riaffiorano uno dopo l’altro. Sono carezze acide , bruciano la fragilità dell’anima. Deve trovare un titolo a quella specie di poesia. I pensieri si accavallano arrotolandosi nel fango della disperazione, ingurgitati dalla stanchezza cronica. Un lungo respiro esce con la forza di un tornado.
La sua anima vuole ritrovare la serenità carpitale da anni.
Si morde le labbra aride e silenziose, stringe con forza i braccioli alzandosi di scatto.
Va verso la finestra, l’apre , ma il panorama non le appartiene, non ricorda quel grigiore.
Dove sono finiti i colori della vita? Nelle anse delle narici penetra un odore che sa di morte . La testa è pesante come un macigno, i battiti del cuore sono raddoppiati, nelle sue vene sente i colpi sconnessi del sangue che vuole schizzarle via .
– Sarà veloce un salto dal terzo piano? – si domanda .
Si sporge per vedere che nessun falso materasso attutisca il botto che sta per fare.
Un sospiro , un rantolo sordo è peggio di due robuste braccia.
No! Non può cedere all’illusione della fine, chi avrebbe provveduto a quella creatura senza anima che per nove mesi aveva vissuto dentro di lei?
Da dodici anni lotta con il mostro invisibile che tiene prigioniera la sua bambina.
Asciuga le stille di dolore che scendono senza permesso , richiude la finestra e volge i passi verso il suo angelo senza ali. Il suo compito è starle accanto aspettando che un messaggero celeste venga a donarle ali dorate o un miracolo.
A lei restano gli attimi di volo tra i versi di poesie senza titoli per gridare il suo sordo dolore .

Il viaggio continua

Tutto è compiuto, davanti il bivio … altre mani, altri sorrisi, altri viandanti si affiancheranno , mentre vaghe ombre sbiadiscono all’orizzonte. Tu sei tra quelle ombre? Ti auguro buon viaggio ♥ . Non parole non dette , non sorrisi mai accesi , solo un vago ricordo in un angolo remoto del cuore .

Il viaggio continua

Corde cadono nelle fredde acque dell’esistenza.
Ormeggi sorvegliati non hanno più valore.
Al largo va la vela bianca in balia del vento,
oltre l’orizzonte di questo mare chiamato vita.
Tutto è compiuto!
Le pagine del libro soffiate si sono richiuse.
Ora nulla è definito.
Tutto è informe terra dalle mille possibili forme.
L’illusione svanisce in una miriade di gocce.
Resta il ricordo di sbiadite ombre
compagne di un viaggio
che continua nella totale solitudine
dell’essere .