BUON HALLOWEEN A TUTTI…

Dolcetto o scherzetto?


Sorrideva mentre saltellava verso l’ultima porta della strada.
Aveva con sè il sacchetto già pieno di dolci .
Le ombre si stavano impadronendo della città.
Passò sotto un lampione e la luce divenne fioca , passò davanti a un’insegna e questa
diventò intermittente.
-Certo che ad Halloween accadono cose strane!
Alzò le spalle e proseguì. Un gatto nero, fermo al centro della strada, miagolò.
Sembrava un uomo in agonia.
Lo evitò e andò avanti serena.
-Sono arrivata ! Ma è tutto buio , forse non c’è nessuno.
Suonò. Silenzio assoluto. Un brivido percorse la sua schiena.
Guardò la strada che si era affollata , ma non udiva nessun rumore .
Suonò di nuovo.
Non luci , nè rumori, tuttavia la porta si aprì lentamente, invitante.
Dolcetto o scherzetto?- disse con un filo di voce.
Il nulla divenne un’ombra ghignante dagli artigli affilati.
– Scherzetto!

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Squarcio interdimensionale  

 

Il cigolio del cancello le risuonò familiare, camminò quasi a tentoni lungo il viale, poi su per la grande scalinata. Una sensazione di appartenenza a quel luogo le generava ansia, trovò sul ballatoio il grande portone di legno spalancato. Entrò titubante, il cuore le batteva in gola. Avanzò tra drappeggi e vecchi mobili del 1500. Sentiva voci provenire dal salone attiguo, varcò la soglia e fu investita dalla luce delle finestre, si voltò infastidita e vide il suo volto in un vecchio quadro. Di colpo antichi ricordi le abbracciarono il cuore e l’anima. Accanto, il ritratto dell’uomo dei suoi sogni.

L’alieno

Lo avevano sempre guardato come se fosse un alieno, forse lo era. Lui non si riconosceva nei suoi simili, troppe spigolature dolorose s’interponevano tra lui e gli altri. Amava sorridere al dio sole danzando al tam-tam della sua anima, amava abbracciare chi gli veniva incontro lungo la via, amava correre per sentire fratello vento baciarlo sino a togliergli il fiato, amava osservare la pelle bianca delle donne al fiume, amava urlare nella valle la sua gioia e la sua rabbia. Già, amava, ora è lì con lo sguardo fisso nel vuoto, perso in antichi ricordi che altri non potrebbero comprendere.