100 parole per un’emozione

Miniesercizio 13 – Si sale?

Nella vita si sale e si scende, non è una novità. Si può andare molto in alto, cadere in basso, anche facendosi male.

Ma qualcuno guarda fuori dallo schema e mette a fuoco una dimensione più larga.

La foto seguente può essere un’ispirazione per l’esercizio di oggi. Un grattacielo e la luna.

Si tratta di capire la profondità dell’obiettivo visivo.

Oggi in sole 100 parole racconta di un bambino. Fin da piccoli cominciamo a guardare avanti e a pensare a dove vogliamo arrivare.

Racconta di questo bambino che si trova davanti alla vita e sogna il suo futuro.

Mammaaa!

Guarda quel disco argentato e, attraverso i goccioloni pieni di solitudine, lentamente prende le sue sembianze. Una parola amata illumina più dei raggi argentei nella notte: – Mamma! Poi esplode in un pianto tra mille singhiozzi e sussulti. Il destino era stato crudele con lui, gli aveva portato via il suo angelo, la sua mamma, senza preavviso.  Se n’era andata nel sonno mentre gli teneva la mano come ogni notte. Il piccolo guarda di nuovo la luna e grida più forte: – Mammaaa!   I suoi occhi velati vedono quello che desiderano un dolce sorriso di chi continuerà ad amarlo.

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C’è ancora tempo per un magico sogno

tramonto donna

Cercare nei ricordi versi pensati, ma mai scritti.

Cercare, invano, tinte policrome

nel grigiore del nulla.

Cercare tra effigi sbiadite, nel tunnel del passato,

per trovare nuova forza ad affrontare il domani.

Eppure solo un attimo fa

il cielo era azzurro, lunghi capelli svolazzavano al vento della vita.

E voi sogni in quale anfratto siete svaniti?

L’istinto della sopravvivenza ha avuto la meglio

sui colori delle dimensioni oniriche.

I conti sono presto fatti,

il tempo inesorabile è passato

l’orizzonte si è tinto dei colori del dì pronto a cedere il passo alla luna,

ma anche il tramonto è degno d’essere scenario di mille sogni.

che sa di domani.

100 parole per un’emozione …

Ho trovato questo sito per divertirmi un po’

Miniesercizio 6

Rotaie.

L’esercizio di oggi chiede un racconto sulle rotaie.

Certo molti di voi vorranno parlare di viaggi, di viaggi dell’anima anche. Ma vi chiedo di non farlo.

Vi chiedo un racconto di 100 parole che parli di cibo e che sia collegato alla foto.

Il protagonista deve essere un bambino.

 

 

Robert da piccolo viveva in una di quelle casine piccine lungo la ferrovia. La sua mamma mentre rimestava i legumi sotto il camino o rigirava le patate nella cenere doveva correre ad alzare o abbassare quelle sbarre bianche e rosse. Ed ecco comparire all’orizzonte prima il fumo nero, poi sua maestà la locomotiva.  Quando gli passava davanti quel mastodontico  insieme di ferraglia  era il  bambino più felice del mondo. Il  pane e pomodoro mangiato lì aveva un sapore unico, misto tra l’affumicato e il frizzante profumo della campagna . Ora, tutto è un lontano ricordo seduto in prima classe .

Arriva il gelo !!!

100 parole per sua maestà il gelo che incombe sul Salento!

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Le tue spirali avanzano, avviluppano, avvolgono e travolgono tutto e tutti, togliendo il respiro e raggelando il sangue nelle vene.  Al tuo passaggio regna il silenzio irreale, è consentito sentire solo il tuo fiato gelido che penetra negli anfratti non lasciando scampo. Tutto è in standby! Sembra di stare davanti a una scacchiera, l’attesa fa meditare attendendo una tua mossa. La trepidazione dell’incertezza blocca chiunque nel tepore di ermetici nascondigli, dai quali fuoriescono sbuffi grigi che ti sfidano. Stai avanzando inesorabilmente, folle è colui il quale oserà, nelle prossime ore, oltraggiare il tuo passaggio. Fermi tutti è arrivato il GELO!

A LUCIA ACCOTO E AL SUO SPLENDIDO SCRIGNO “MENA”

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Casalabate , 01/08/2015

Con il vento di tramontana sul volto , dopo giorni e giorni di caldo estenuante, rincorro tra le pagine di questo scrigno,”Mena”, parole di oggi che dipingono il mondo di ieri.

Dal mio balcone vedo il mare, sento il suo profumo .

Mi tuffo in questo oceano di parole trascinata dalle descrizioni minuziose e piene di colore.

Non sono semplici esposizioni,  ma pennellate  nate dal cuore di una donna che ha saputo tenere viva la purezza di bimba della sua anima, per poi, donarle ai lettori.

Pagina dopo pagina mi ritrovo immersa in scorci di vita quotidiana di questa terra, Lu Salentu ; percepisco i profumi della campagna e dei rituali domenicali; sento nel non tempo nenie e voci di spazi svaniti; vedo in squarci spazio-temporali la vita delle donne forti di ieri, solide ed essenziali nel loro essere .

Costante è la presenza rassicurante di nonna Mena , rappresentante ottimale delle donne salentine di un tempo.

No, il titolo non è per nonna Mena.  È  una nostra espressione :-“Mena , mena”  cioè :- Sbrigati , non perdere tempo!

È una bellissima esortazione alla vita e  a non perdersi nei viottoli secondari dell’esistenza .

E Allora Tonina :- Mena , mena leggi!

Riprendo a leggere e mi accade qualcosa di singolare. Nella mia mente si sovrappongono alle immagini dettate dalle parole i miei ricordi di bambina.

Al profumo dei fichi secchi seguono altri profumi… le tubirose coltivate dalla mia nonna, il profumo del pane e dei taralli che sapientemente ci preparava. Quella donnina piena di vita dalle mani d’oro è, davanti ai miei occhi di lettrice, sorridente con nonna Mena.

Mi fermo ,  guardo la schiuma delle onde infrangersi sugli scogli, abbasso le palpebre  e assaporo l’emozioni scaturite dalla lettura di questo scrigno d’anima .

Un profondo respiro vuole  fagocitare nel mio essere la dolce malinconia per un tempo lontano.

Torno alla prima pagina :

A Tonina ,

che possa sempre avere voce per raccontare ciò

che il suo filo d’inchiostro le detta dal cuore.

Lucia Accoto

Grazie amica mia , per l’emozioni che mi hai donato con il tuo libro “ Mena”.

Non ho seguito l’esortazione del titolo e questo splendido scrigno frutto della tua anima sensibile ha viaggiato per casa , non riuscivo a trovare il tempo per leggerlo o meglio non volevo aprirlo.

Sapevo che il viaggio tra queste pagine mi avrebbe sferrato uno scossone e così è stato!

Questa non è una recensione , ma solo una testimonianza di stima e  di gratitudine verso una bravissima scrittrice : Lucia Accoto.

E a te amica cara che rivolgo una preghiera :-  Lucia “Mena “ scrivi un altro gioiello pieno  di luccichii e colori , perché leggerti fa bene all’anima.

Tonina  Perrone

Ricordi da un passato oltre la vita

Ricordi da un passato oltre la vita

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Poche parole lasciate dal cuore,
solo parole, donate al vento amico,
vestite da drappi che accarezzai
in un tempo che rimembro ancora
nell’anima mia.
Emozioni striscianti
sferzano l’essere nel dubbio del vero,
cercano la certezza, vaga chimera.
Restano domande senza
risposte e il vuoto
opprimente del non saper
o non voler veder oltre
la nebbia dell’illusione umana.