Acqua gelida…

Acqua gelida

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Gridare al vento domande senza risposte,

mentre prepotenti scorgano stille

limpide e laceranti.

Affiorano ricordi,

ma non allentano la morsa del dolore.

Il  tempo non fa dimenticare

se lama infligge fendenti nel cuore.

Il sangue è diventato acqua

ed è gelida come gli sguardi

indifferenti di chi beffarda

sa di far male.

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IL MIO VERO UNICO GRANDE AMORE

IL MIO VERO UNICO GRANDE AMORE

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Hai riscaldato le mie mani gelide,
hai sognato al battito del mio cuore,
hai abbracciato il mio corpo
e prima ti ho tenuto in me
sussultando ad ogni tuo rigirarti beato.
Hai sorriso nei miei occhi
cercando il mio nei tuoi.
Sei il mio oggi
il mio ieri e il mio domani.
Non c’è amore su questa terra
senza pronunciare il tuo nome.
I fili bianchi iniziano a ridipingere
il mio essere, ma il mio cuore
è fermo a quando ti tenevo stretto a me.
Vivo per i tuoi sorrisi
sarò ombra, sarò terra su cui camminerai,
sarò vento che ti abbraccerà silenzioso,
sarò angelo senza ali che ti difenderà,
perché tu sei il mio vero unico grande amore.

Malinconiche note

Malinconiche note
tagliano l’essenza dell’essere
in brandelli senza tempo.
Gocce al vento
sussurrano pietà
per chi è tempo che veda.
Occhi stanchi di guardare
orizzonti senza futuro.
Malinconiche note
cullano anima che vaga
nei sui perché, se e ma.
Malinconiche note
restano nell’aria vuota
senza verità.

La voce del vento

La voce del vento

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Vento accarezza
cuore e anima.
Abbraccia oltre
il limite del tangibile.
Non c’è tempo
non c’è luogo
c’è e basta.
Suoni soavi
per chi può e vuole ascoltare
certezze dell’incertezza
serenità nell’essere
per briciole impalpabili di felicità
per  brevi sorrisi rubati
nell’eco  dell’oltre .
Vento soffia , accarezza ,abbraccia nel silenzio!
Ascolterò  la tua voce
melodia per il mio cuore
che va…

La forza silenziosa

 

Principe del suo cuore il gelo della rabbia, poi dal buio di un destino arido una mano, aperta, pronta

a stringere la sua nel silenzio di uno scenario infinito e sconosciuto.

Si ritrae, la paura le attanaglia l’anima, fugge sperando di potersi nascondere.

Non c’è scampo, per chi è chiamato a guardare dentro al pozzo senza fondo dell’immenso.

Come un animale in gabbia corre, a destra e a manca, sfinita si ferma sul ciglio del sentiero della

vita, attende in silenzio.

Il suo respiro affannoso le diventa familiare e scandisce il trascorrere dell’attesa.

Un soffio di vento leggero, come una carezza e altre mani aperte le danno sostegno.

Riprende il cammino confusa, incerta, ma sente che deve continuare su quel sentiero.

Il capo è chino, pesante fardello carico di: se, ma, perché.

Una stretta intensa le dona la forza di alzare lo sguardo, per vedere l’orizzonte.

Si guarda intorno non è sola in quel viaggio, sorride ad altri sorrisi.

Non parole, sarebbero inutili, solo presenze avvolgenti che riscaldano la sua anima inquieta.

Il calore che è dentro di lei s’irradia oltre le barriere del visibile con un fresco profumo di fresie.

Ora nessuna mano l’accompagna, ha ritrovato la forza silenziosa del suo essere, piccola parte

infinitesimale della Luce Suprema.

Il suo incedere è leggero, il suo sorriso è un dono che deve elargire, senza sperare in un altro sorriso.

Eppure ci sono intorno altri sorrisi, espressione di una linfa purissima, che è riuscita a trasformare la più piccola delle sue cellule.

Il cammino continua, verso la fonte della forza, con nuova speranza nel cuore e con la gioia di comprendere l’importanza dei suoi passi, non ieri, non domani, ma Ora.

Cambio di rotta

 

Perchè ci sono gruppi pieni di sapientoni , tutto sanno , tutti scrittori o critici . Siamo buoni solo a giudicare.

Gli esordienti devono fare questo , gli esordienti devono fare quest’altro, troppi puntini di sospensione , troppo di quello meno di questo .

Felice di non essere scrittrice!!! e ne metto anche un altro !

Qui mi sento libera di farlo , qui posso essere me stessa ♥

La poesia  deve seguire una metrica non la deve seguire .

Sono felice di aver deciso di cambiare rotta alla mia vena artistica , si perchè quella so di averla, torno ai colori e alle parole lasciate in una parte del web che forse nessuno vedrà , ma sarò liberaaaaaaaaaa.

Aveva ragione un caro amico che non c’è più , allontanandoci dai nostri blog ci omologhiamo .

Torno a volare da sola , senza voler pretendere di pubblicare , io scrivo per me , sarà sbagliato ?

Non m’importa. Come dicevi tu , devo fare un po’ di pulizia sulla mia bacheca , tanto gli amici veri ti raggiungono anche per altre vie se hanno bisogno o se ti vogliono sentire .

Cambio di rotta

Tra pennelli e colori,

escrescenze dell’anima

per custodire messaggi

di questa realtà irreale.

Le parole tornano al vento

non appartengono più

a questo cuore sognatore.

Dai silenzi nuovi cieli

nuovi orizzonti

per chi cerca l’altrove.

Non fogli saranno

gabbiani, ma

le tele pronte a diventar vele

dell’anima .

Sentenziato il verdetto

riposti inutili sogni nel cassetto

questo cuore inizia

la nuova scalata.

Ora la rotta è cambiata …

Due nuovi bonsai , racconti di 100 parole l’uno

Squarcio interdimensionale  

 

Il cigolio del cancello le risuonò familiare, camminò quasi a tentoni lungo il viale, poi su per la grande scalinata. Una sensazione di appartenenza a quel luogo le generava ansia, trovò sul ballatoio il grande portone di legno spalancato. Entrò titubante, il cuore le batteva in gola. Avanzò tra drappeggi e vecchi mobili del 1500. Sentiva voci provenire dal salone attiguo, varcò la soglia e fu investita dalla luce delle finestre, si voltò infastidita e vide il suo volto in un vecchio quadro. Di colpo antichi ricordi le abbracciarono il cuore e l’anima. Accanto, il ritratto dell’uomo dei suoi sogni.

L’alieno

Lo avevano sempre guardato come se fosse un alieno, forse lo era. Lui non si riconosceva nei suoi simili, troppe spigolature dolorose s’interponevano tra lui e gli altri. Amava sorridere al dio sole danzando al tam-tam della sua anima, amava abbracciare chi gli veniva incontro lungo la via, amava correre per sentire fratello vento baciarlo sino a togliergli il fiato, amava osservare la pelle bianca delle donne al fiume, amava urlare nella valle la sua gioia e la sua rabbia. Già, amava, ora è lì con lo sguardo fisso nel vuoto, perso in antichi ricordi che altri non potrebbero comprendere.