A Melzo

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100 parole per raccontare un’emozione

 

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ARRENDERSI MAI!

Ogni lezione si sente piccola e maldestra.

La Prof. parla, parla e le altre rispondono fiumi di parole per lei senza senso o meglio è lei che cerca invano di trovare un senso.

La lingua inglese è sempre stata una palla al piede, ma spera sempre di farla sua. Sì, indossarla come una seconda pelle.

Le torna in mente quando nei suoi giochi da bambina farfugliava parole incomprensibili fingendosi una londinese. Accidenti allora era facile e divertente scimmiottare con Teresa e Lucia!

– What’s your name, please?- la Prof. l’ha beccata deve rispondere , arrendersi mai !

– My name’s  Mary.

Vuoto

Malinconia di Ambradorata

Nel silenzio,

davanti al nero specchio d’ieri

pensando a un domani

senza una magica alba,

lenta scende impertinente

una stilla che sa di bimba.

Non più luce negli occhi

ormai stanchi di questo mondo scontato.

Intorno scenari bruciano nel nulla

consumando quel poco ossigeno dei sogni

rimasti negli anfratti dell’anima.

Compagna la solitudine dell’essere, come ombra,

stenta verso l’ignoto il passo.

Non luci e suoni

solo assordante silenzio nel cuore.

Eppure ci deve essere ancora una scintilla

nell’Olimpo dei sogni.

 

 

di Tonina Perrone Inviato su Poesia

Ciao zio…

 

Il sonno ti ha preso leggero

con il suo manto eterno.

Angeli gioite

un sorriso è volato da voi

lasciando qui vuoto e dolore.

Tutto ha un tempo

e il tuo era giunto al termine.

Non è l’età che conta,

ma il cuore

e il tuo era pieno d’amore per tutti noi

come un ragazzino.

Unico di nome e di fatto

il ricordo della tua dolcezza

il tempo non lo potrà cancellare

mitico zio Otello.

Colori e ombre

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Disgusto invade l’essere

ignobili colori intrinsechi d’ombre oscure

tendono a fagocitare i colori dell’arcobaleno,

vera strada del cuore. Fatta senza ricerca di clamore,

ma solo per semplici sorrisi luce del domani.

Povera piccolezza umana

sei destinata a spegnerti

come una fiammella alla tramontana.

Tutto inizia ,va, ma su questa sfera

a terminare è destinata già!

Il disgusto il tempo dissolverà

e chi ogni cosa con il cuore fa

con un sorriso le ombre annienterà.

Masha e il Vento

Masha e il Vento

Masha e il vento

Masha  guarda il disco infuocato  davanti a lei , tira le briglia del suo bellissimo destriero e si lancia al galoppo  vorrebbe corre via , vorrebbe essere in un campo di battaglia a sfidare la morte pur di non avere il tempo necessario per pensare, riflettere.

Ama il Vento  è  l’unico che può avvolgere, stringere con le sue forti e invisibili braccia il suo corpo da dea.

Un’amazzone deve essere libera da ogni legame , una guerriera ama la lotta , la giustizia, il trionfo del bene non può pensare ad allevare un figlio o a vivere un amore .

I suoi capelli neri corvino e ricci sono tra le sue mani , Eolo  potrebbe  rapirla con un suo vortice , ma sa che il cuore di quella donna forte e fiera non gli appartiene.

Amo il vento
battiti d’ali
sulle labbra
lievi e impalpabili carezze
seguono impetuosi abbracci

lascio penetrare
irruenti raffiche
tra capelli
vortici ascensionali
nella libertà silenziosa e schiva

Malinconica compagna
segue cammino
contro la forza della natura
goccia salata scende
soffio improvviso asciuga e tace…

I pensieri di Masha volano verso il cielo.

Eolo li terrà vivi nei suoi vortici, sono il regalo più bello che quella donna gli potesse donare.

Sono petali d’amore eterno.

Masha ,ora, va dove la porta il cuore

verso la libertà.

Lo Specchio

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Specchio opachi riflessi doni

a chi non riesce ad alzare lo sguardo oltre

il muro di cinta della vita.

Manca l’essenza vitale dell’oggi

per un domani pieno di colori.

Mani scivolano su di te inerte,

cercano calore assente nel tuo essere.

Sai intrappolare solo pezzi di spazio in un tempo limitato

poi chi ha la forza di voltarti le spalle

vedrà l’immensità della vita

che tu non potrai mai riflettere.

“Gabry” Terza puntata…

 

uomo donna

–  No non è possibile! Sto ancora sognando ! Ora sentirò la megera della mia sveglia , dai suona accidenti ! Ahi ! Il pizzico lo sento quindi sono sveglia. O mio Dio che mi sta succedendo?- Gabry pensa terrorizzata, ma contemporaneamente fissa senza rendersi conto in modo insistente l’uomo.

Un fusto palestrato alto circa un metro e ottanta , con due occhi penetranti da far svenire. E poi aveva lasciato una scia da sballo , ma che diavolo di profumo o dopobarba aveva addosso? E quanto ne aveva sul corpo e su quella camicia bianca perfettamente sbottonata sui jeans impeccabili ?

Nella sua testolina i pensieri si susseguono vertiginosamente provocandole una scarica di adrenalina non indifferente.

–          Gabry hai visto quei due ? Ehi dico a te? Scusa ma hai visto un fantasma? Vuoi rispondere? Finalmente ecco le nostre pizze , pancia mia fatti capanna.-

–          Cosa? Sì va bene. Ok  hai ragione. – farfuglia la nostra amica.

–          Senti tu non stai bene oggi? Prima in ufficio ora qui , dai mi vuoi far venire l’orticaria per la preoccupazione ? Dimmi che hai ? E smettila di fissare quel fusto! Non è per noi, ma per quelle oche giulive.- e mentre ridacchia con lo sguardo segue due splendide donne che entrano con sorrisi sgargianti, dritte su tacchi vertiginosi come le loro minigonne.

Iniziano a mangiare e Mary cerca invano di far sorridere l’amica , ma in cambio ha solo lievi inarcamenti delle bellissime labbra della collega in smorfie senza anima .

Gabry si alza, prende una fetta di torta dal bancone , così avrebbe affogato i suoi turbamenti, ma…

Immersa nei suoi mille perchè non vede dove va e il caso vuole che a trovarsi sulla traiettoria del suo cammino ci sia l’uomo misterioso.

L’incontro è un vero cataclisma! La torta al cioccolato finisce dritta dritta sulla camicia bianca e parte di essa in modo impertinente entra dentro impiastricciando la pelle abbronzata  di lui .

Oh…oh! Gabry spalanca i suoi occhioni , le sue labbra aperte non emettono suoni ,il suo corpo rimane bloccato  e dentro di sé sente la voglia di svanire .

-Piccola! Guarda dove vai! Accidenti.- La sua voce è ferma, sentenziosa , ma calma e profonda, una voce che fa sognare per intenderci.

La scena genera una risata maliziosa nel locale che risveglia dallo stupore la giovane pasticciona .

–          Mi scusi stavo pensando altrove. Non so .- Sembrava una bambina davanti al suo papà dopo l’ultima monelleria.

–          Ok. Stai tranquilla a tutto c’è rimedio.- D’incanto vede il suo sorriso dolce è come nel sogno, -E’ troppo bello! – pensa , ma ha la sensazione che lui sia riuscito a leggere il suo innocente pensiero .

–          Lo sei anche tu!- sussurra l’uomo guardandola dritto negli occhi.

 

Ora ditemi voi se devo continuare …

 

“Gabry” racconto a puntate … Seconda puntata

anima reincarnazione di Ambradorata

Camminano lentamente , Mari fuma la sua sigaretta sbuffando ai rimproveri di Gabry:

– Ti fa male lo vuoi capire! Butta via quelle schifezze puzzolenti.

– Ehi non iniziare, ho una crisi di astinenza !

Ride facendo uscire dei cerchietti di fumo dalla sua bocca con il viso dispettoso che si ritrova.

Gabry conosce Marilena da sei anni , ma è come se la conoscesse da sempre. Sono molto diverse come carattere e fisicamente però  unite da una amicizia collaudata quotidianamente.

Marilena e Gabry sono diverse in tutto .

Mari  è come la  piccola Trilly di Peter Pan, piena di energia , un po’ dispettosa, solare , estroversa , con la battuta pronta e con una risata piena che trasmette il buonumore  a chi ha la fortuna di starle accanto.

Non è la donna fatale anzi è la classica trentenne: un po’ rotondetta nelle forme, non molto alta , che non ha avuto grande fortuna con gli uomini; ha i lineamenti di una donna qualunque che spesso passa inosservata agli occhi maschili i quali la prediligono come amica , complice e non come amante.

Gabry è la sensualità fatta persona , anche se non è il tipo che vuole mettersi in mostra lei non può passare senza creare scalpore.

Alta , bruna con due occhi a mandorla color nocciola, ogni sua movenza è un’armonica scultura che fluttua nello spazio, ma ha un animo semplice , delicato , introverso.

Lei odia essere al centro dell’attenzione; non ride ma sorride timidamente; dolcissima è la sua voce che usa con parsimonia, predilige guardare e stare in silenzio.

Eppure Marilena e Gabry sono diventate inseparabili, spesso escono insieme considerando che entrambe non hanno più  legami da qualche mese.

Le due donne entrano nella pizzeria e sono pervase da un dolce tepore, nell’aria odori mediterranei.

Il cameriere le fa accomodare davanti alla finestra che dà sul retro.

Gabry intravede le luci dietro le goccioline che ricamano i vetri, un senso di ansia l’attanaglia come se percepisse l’arrivo di un evento.

Sensazioni a lei familiari, quante volte aveva avvertito dentro di sé : brividi, senso di vuoto allo stomaco, ansia senza un motivo apparente poi nel suo immediato futuro ecco che un evento accadeva come per magia.

Mari legge il menù , letto e riletto considerando la loro assiduità in quel locale, arriccia il naso scorrendo le nomenclature delle pizze ed esclama:

–   Mille pizze, tante, troppe, di mille gusti , ma preferisco la solita con tanta mozzarella!

L’amica annuisce anche lei avrebbe preso una semplice margherita.

Mari nell’attesa esce a fumare la sua ennesima sigaretta e vane sono le proteste dell’amica, lei non rinuncia.

Gabry si sente spaesata senza la collega, come se qualcuno la stesse osservando, manda una rapida occhiata, ma nessuno rivolge lo sguardo verso di lei; pensa di essere stupida e incrocia le braccia mentre avverte lungo la schiena un brivido gelido che la fa sussultare. E’ irrequieta sente il bisogno di tornare nel suo rifugio: il suo adorato appartamentino di sessanta metri quadrati al terzo piano , senza scale, nella periferia di Milano.

.

Impaziente allunga il collo per scorgere quella sciagurata che per una sigaretta  venderebbe la madre , ma i suoi occhi si spalancano guardando verso la porta d’entrata aperta.

Non è possibile si ripete terrorizzata, come può accadere tutto ciò? La nostra amica è bianca in volto , occhi nel vuoto, suda freddo è allibita e pietrificata tanto da attirare l’attenzione del cameriere:

-Mi scusi si sente bene

-Sì cer..to . Grazie – balbetta , ma il suo sguardo continua a fissare verso l’entrata .

Non è possibile ! Il suo cuore inizia a battere come non mai ; le sue mani diventano fredde e sudate; un brivido percorre la sua schiena paralizzandola.

Ha voglia di correre via, di gridare a Mary, ma nulla di tutto ciò accade, rimane pietrificata su quella sedia e guarda estasiata lui che con passo sicuro va oltre il suo tavolo senza degnarla di uno sguardo.

No non poteva essere vero , un tremore e un freddo glaciale la pervade inesorabilmente.

Quel uomo che le era passato accanto era identico a quello  del sogno…

 

 

Alla prossima puntata…